La prima mossa della Lamorgese? Tagliare i mezzi alla Polizia

Il 5 settembre Luciana Lamorgese ha giurato al Quirinale, diventando ufficialmente la nuova ministra dell’Interno.

Trascorse appena due settimane, la neo titolare del Viminale ha rispolverato un decreto che Matteo Salvini aveva mandato a prendere la polvere in soffitta.

Di cosa si tratta? Di un decreto direttoriale (frutto della riforma Madia) con il quale il Dicastero dispone la soppressione delle squadra nautiche della Polizia di Stato, chiudendo decine e decine di presidi sui litorali italiano, trasferendo il personale “marittimo” verso questure e commissariati e, di fatto, chiudendo in garage un centinaio di mezzi d’acqua. Come quelli che a luglio hanno visto protagonista il figlio di Salvini a Milano Marittima: il suo giro sulla moto d’acqua in Romagna è stato cavalcato dalle opposizioni, che ovviamente colsero la palla al balzo per attaccare il leader della Lega.

Ecco, all’epoca dei fatti – come ben ricorda Tommaso Montesano per Libero – due esponenti di punta del Pd protestarono così:”I mezzi delle Forze dell’ordine servono a garantire la sicurezza di tutti noi e non servono a far divertire i parenti dei ministri” e “Le moto d’ acqua servono alle Forze dell’ordine per garantire la nostra sicurezza, non per giocare”. Parole, rispettivamente, di Emanuele Fiano e Maria Elena Boschi. Che ora però tacciono sul taglio previsto dal Viminale, anche se dicevano che le moto d’acqua erano importanti a garantire la sicurezza. Ora quei mezzi vanno in cantina, con buona pace della sicurezza.

Una taglio, questo, da sempre aspramente criticato dai sindacati di Polizia, che promettono battaglia e già tirano per la il proprio capo, nonché Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.

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