La nave della Rackete è in mare. L’ong torna già a sfidare l’Italia

 

La Sea Watch 3 è tornata ufficialmente in missione nel Mediterraneo. Ad annunciarlo sono gli stessi membri dell’ong tedesca, i quali su Twitter hanno dichiarato di essere salpati da Licata.

La nave era ancorata nel porto della cittadina siciliana dallo scorso mese di luglio, quando la Sea Watch si è resa protagonista di uno degli eventi di cronaca più importanti e clamorosi di questo 2019.

Era il 1 luglio infatti quando, all’imbocco del porto di Lampedusa, l’equipaggio della Sea Watch 3 guidato da Carola Rackete ha deciso di forzare il blocco imposto dal ministero dell’interno, in quel momento guidato ancora da Matteo Salvini. Il gesto ha causato pericoli importanti soprattutto per l’incolumità dell’equipaggio di una motovedetta della Guardia di Finanza, la quale ha provato ad impedire fisicamente l’ingresso della Sea Watch 3 a Lampedusa.

A bordo della nave dell’ong tedesca c’erano alcuni migranti recuperati nel Mediterraneo centrale, nelle acque scenario della rotta libica dell’immigrazione organizzata dai trafficanti di esseri umani.

Secondo l’equipaggio della Sea Watch 3 a bordo le condizioni erano tali da non poter più aspettare il via libera da parte del Viminale per l’ingresso della nave, da qui il gesto che è costato a Carola Rackete l’arresto. I giorni successivi sono stati però ancora più movimentati sul fronte politico, specie per le polemiche causate dalla decisione, da parte del Gip del tribunale di Agrigento, di rilasciare la capitana della Sea Watch 3.

Da quel momento comunque, la nave è stata posta sotto sequestro ed ancorata all’interno del porto di Licata. A settembre è arrivato il dissequestro da parte del tribunale di Agrigento, tuttavia per via del fermo amministrativo la Sea Watch 3 non ha potuto prendere il largo.

E le varie ong impegnate nel Mediterraneo, più volte hanno fatto pressione mediatica al nuovo governo italiano, guidato dalla maggioranza giallorossa, affinché potesse arrivare il definitivo dissequestro. Un provvedimento quest’ultimo emesso il 19 dicembre scorso dalla sezione civile del tribunale di Palermo. Una sentenza che non solo ha permesso alla Sea Watch di organizzare una nuova missione, ma ha anche dato un ulteriore colpo al decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini durante la procedente esperienza governativa.

“Torniamo nel Mediterraneo dopo sei mesi di blocco”, si legge adesso nell’ultimo tweet dell’ong tedesca. La nave, come detto, ha nuovamente preso il largo e potrebbe a breve dirigersi verso le acque del Mediterraneo da cui, nonostante il maltempo, anche in questi ultimi giorni dell’anno non è mancata la presenza di barconi partiti dalla Libia.

 

ilgiornale.it