ITALIA, SCUOLE CHIUSE: ECCO QUANDO E LA MOTIVAZIONE
Sono stati anni duri, per gli studenti, gli ultimi due, caratterizzati dalle restrizioni legate alla pandemia da Covid, e dalla famosa e tanto controversa didattica a distanza.
La Dad, che ha preso il posto delle lezioni face to face, le lezioni frontali, con non pochi problemi sia per il personale scolastico che per i genitori e gli alunni, quest’anno è stata bandita.
Non ci si dovrebbe tornare più all’incubo delle connessioni internet instabili o di bassa qualità, sufficienti a garantire il corretto svolgimento delle lezioni pianificate dai docenti, non ci dovrebbero più essere problemi di difficoltà di garanzia dell’assistenza ai soggetti disabili, oltre alle difficoltà dei genitori che lavorano di seguire i loro figli.
A tutto questo si aggiungeva il rischio di compromettere irreversibilmente i rapporti affettivi, di amicizia, instaurati tra i compagni di classe. Ora pare che il peggio sia passato ma, neanche ad un mese dall’inizio delle attività scolastiche, gli istituti dovranno chiudere.
La chiusura non è legata al Covid, quindi c’è da rasserenarsi, ma è volta a consentire le operazioni di voto. Come sappiamo, le elezioni politiche si svolgeranno solo nella giornata di domenica 25 settembre 2022; giorno in cui gli italiani saranno chiamati alle urne dalle 7:00 alle 23:00.
Ovviamente le scuole che sono state individuate come sede di seggio elettorale, dovranno lasciare liberi i locali scolastici in modo da consentire la preparazione di tali locali, in cui si svolgeranno le operazioni di voto e gli scrutini. Il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutti gli istituti sede di seggio elettorale la nota 66031 del 28 luglio, specifica anzitempo tutte le date in cui le scuole dovranno rimanere chiuse per le elezioni del 25 settembre 2022.
La chiusura durerà almeno 2 giorni, con la possibilità che i Comuni chiedano ulteriori giorni di stop delle attività scolastiche in base alle esigenze. Questo, ovviamente, avviene a scuola appena iniziata e la cosa ha innescato il malcontento dell’Associazione nazionale presidi che, attraverso il suo presidente, Antonello Giannelli, ha chiesto di spostare in via definitiva i seggi in altri luoghi, ossia in strutture diverse da quelle scolastiche, già messe a dura prova da anni di pandemia e dalle difficoltà dello svolgimento regolare, senza complicanze, delle lezioni.
La richiesta è quella di avvalersi di caserme dell’esercito, uffici comunali o palestre al posto delle scuole, come sedi di svolgimento delle elezioni. Alcuni comuni si stanno organizzando per fare degli spostamenti, ma l’87% dei seggi resterà in locali scolastici. Le votazioni, come predetto, si terranno in una sola giornata, domenica 25 settembre, dove gli italiani saranno chiamati a votare dalle ore 7:00 alle 23:00.
Per consentire i preparativi delle operazioni elettorali, tuttavia, gli istituti scolastici scelti come sedi d’elezione, saranno chiusi dal pomeriggio di venerdì 23 settembre sino a lunedì 26 settembre, in modo da procedere allo spoglio delle schede e allo scrutinio.
I giorni in cui non ci saranno lezioni sono quelli che vanno dal sabato 24 settembre a lunedì 26 settembre. Nella maggior parte dei casi si rientra in classe il 27, ossia il giorno successivo al termine degli scrutini. L’eccezione è data da quei Comuni che eventualmente potranno richiedere più tempo, quindi più giorni di chiusura.