“Inferno a 45°”. Meteo Italia, arriva la terza ondata di caldo: le zone più colpite

L’estate 2026 si prepara a entrare nella sua fase più intensa. Dopo un avvio già caratterizzato da temperature elevate, una nuova ondata di caldo africano è pronta a investire l’Italia, con valori che in alcune zone potrebbero raggiungere i 45 gradi. Gli esperti avvertono però che il dato più significativo non è rappresentato soltanto dai picchi estremi, ma dall’aumento costante delle temperature medie, ormai diventato una caratteristica stabile delle estati italiane.

Secondo i meteorologi, ciò che fino a pochi decenni fa veniva considerato un evento eccezionale oggi rappresenta una nuova normalità, strettamente legata agli effetti del cambiamento climatico.

Le estati italiane sono sempre più calde

A spiegare l’evoluzione del clima è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, secondo il quale il caldo anomalo è ormai presente anche in assenza di vere e proprie ondate di calore.

Se circa trent’anni fa, nel mese di giugno, le temperature massime si attestavano generalmente tra i 30 e i 32 gradi, oggi valori superiori ai 35 gradi sono diventati sempre più frequenti.

Emblematico il caso di Milano, dove le massime di luglio sono passate dai circa 33 gradi registrati alla fine del secolo scorso agli attuali 37 gradi. Un incremento che riflette il progressivo riscaldamento del continente europeo, considerato dagli esperti l’area del pianeta che si sta scaldando più rapidamente, con una velocità circa doppia rispetto alla media globale.

Tra le cause vengono indicati l’espansione delle masse d’aria subtropicali provenienti dal Sahara e lo scioglimento dei ghiacciai alpini, della Groenlandia e dell’Artico, fenomeni che stanno modificando la circolazione atmosferica e favorendo periodi di caldo sempre più lunghi e intensi.

In arrivo la terza ondata di calore

Archiviata la breve fase di relativa stabilità, l’Italia si prepara ora ad affrontare la terza ondata di calore dell’estate 2026, destinata a protrarsi almeno fino al 20 luglio.

Nei prossimi giorni il cuore dell’anticiclone africano interesserà soprattutto la Francia, dove sono previste temperature fino a 40 gradi. In Italia, invece, l’arrivo di infiltrazioni di aria più fresca in quota dalla Spagna attenuerà temporaneamente gli effetti del caldo.

Questa situazione favorirà lo sviluppo di temporali, inizialmente lungo l’Appennino centro-meridionale e successivamente, tra venerdì e sabato, anche sulle regioni settentrionali e sulla Pianura Padana, dove non si escludono fenomeni localmente intensi.

Sardegna verso i 45 gradi

La pausa sarà però di breve durata. Già da domenica l’anticiclone africano tornerà a rafforzarsi e sarà la Sardegna la prima regione a sperimentare valori estremi.

Nelle aree interne del sud-ovest dell’isola i termometri potranno raggiungere tra i 43 e i 45 gradi, con condizioni di forte disagio fisico dovute alla combinazione tra caldo e umidità.

Gli esperti parlano di una situazione biometeorologica classificata come “straordinaria”, una definizione utilizzata per indicare un livello molto elevato di rischio per la salute. In queste condizioni viene raccomandato di limitare le attività all’aperto e di evitare l’esposizione al sole durante le ore centrali della giornata.

Le previsioni per i prossimi giorni

Secondo le ultime elaborazioni, giovedì il tempo sarà prevalentemente soleggiato su gran parte della Penisola, con temperature elevate e qualche rovescio pomeridiano lungo i rilievi del Centro e del Sud.

Venerdì sono attesi temporali sulle Alpi, con possibile estensione alle pianure del Nord, mentre il Centro-Sud continuerà a essere interessato da condizioni di tempo stabile e caldo intenso.

Sabato l’instabilità interesserà ancora le regioni settentrionali, mentre il resto del Paese rimarrà sotto l’influenza dell’anticiclone africano.

Da domenica e nei primi giorni della prossima settimana è previsto un nuovo aumento delle temperature su tutta la Penisola. Dopo il primo picco atteso in Sardegna, anche il Sud Italia sarà coinvolto dalla nuova espansione dell’alta pressione africana, con valori ben oltre le medie stagionali.

Le indicazioni dei modelli meteorologici suggeriscono che il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente nella seconda metà di luglio, confermando un’estate sempre più estrema e segnata dagli effetti del cambiamento climatico.