Il trucco della Germania: così Berlino gonfia il suo bilancio statale

Il trucco della Germania: così Berlino gonfia il suo bilancio statale

27 Novembre 2019 Off Di Admin

La Germania ha gonfiato il bilancio di Stato dal 2013 a oggi, approfittando sia dei tassi negativi applicati dalla sua banca centrale, sia dalla contabilizzazione degli incassi derivanti dalle emissioni degli stessi tassi negativi.

Per capire la magia utilizzata da Berlino, dobbiamo prima spiegare il contesto all’interno del quale si è mosso il governo tedesco. Da ormai diversi anni, le banche centrali hanno iniziato ad applicare tassi di interesse negativi su prestiti e depositi. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, nel mondo stanno circolando oltre 12 mila miliardi di dollari di obbligazioni con rendimenti sottozero.

Cosa significa tutto questo? Quando parliamo di tasso di interesse positivo, nel momento in cui si acquistano alcuni prodotti finanziari, come ad esempio i titoli di Stato, o si depositano i soldi in una banca, si ottiene un certo profitto, in base alla percentuale del prezzo pagato o della somma piazzata. Se invece il tasso è negativo, chi ha intenzione di depositare una somma o acquistare titoli di Stato deve pagare qualcosa.

Per quale motivo? Alcuni prodotti o servizi, come quelli citati, garantiscono agli investitori una grande sicurezza. I titoli tedeschi, ad esempio, sono considerati sicuri nonostante il passare del tempo, e c’è chi è disposto anche a pagare pur di possederli.

Così facendo, gli Stati non pagano interessi sui propri debiti, ma anzi ricevono denaro da chi gli ha prestato i soldi acquistando bond. Se alla storia dei tassi negativi uniamo anche la contabilizzazione sui bilanci correnti degli incassi arrivati da questi tassi, il binomio è completo.

Il trucco di Berlino
La Germania, da sei anni a questa parte, ha già messo a bilancio gli utili derivanti dall’emissione di Bund per un valore di 25 miliardi di euro, ovvero la stessa cifra destinata dall’Italia per la manovra di Bilancio. La magia, o per meglio dire il meccanismo, è semplice: nel caso in cui Berlino emettesse un Bund a 105 da rimborsare dopo due anni a 100, può farlo proprio grazie al tasso di interesse negativo concordato con il creditore.

Se gli effetti sono trascurabili per le obbligazioni a breve termine, lo stesso non può dirsi per quelle a lunga scadenza. Già, perché queste ultime possono esser fatte confluire nel bilancio pubblico corrente, gonfiandolo a dismisura. Lo scorso 19 giugno il governo tedesco ha ricevuto 1,588 miliardi di euro per l’emissione di un’obbligazione dal valore nominale di 1 miliardo di euro; i 588 milioni di euro di utile sono subito stati destinati al bilancio.

I rischi per le generazioni future
Siamo sempre stati abituati a considerare la Germania un colosso, ma buona parte dei muscoli tedeschi sono fittizi e frutto di plusvalenze. Nel 2019, proprio per via delle plusvalenze da emissioni incamerate nel bilancio, la Germania potrebbe gonfiare il proprio bilancio di ben 7,5 miliardi di euro. Se oggi per Berlino è tutto oro quel che luccica, lo stesso non diranno le generazioni future, che si ritroveranno costrette a rimborsare le salatissime cedole di obbligazioni a lungo termine.