Il ritiro e le scuse: «Mi dispiace deludervi»
Parole piene di amarezza quelle di Jannik Sinner dopo lo stop forzato nella finale del Masters 1000 di Cincinnati contro Carlos Alcaraz. Davanti a un’arena gremita, l’azzurro ha ribaltato il consueto protocollo dei ringraziamenti, rivolgendosi subito al pubblico: «In genere parto con l’avversario, però adesso devo partire con voi. Mi dispiace tanto, tanto, tanto di deludervi, ma da ieri non mi sentivo bene. Speravo di migliorare nel corso della notte, ma invece sono peggiorato».
Feel better, Jannik
— Cincinnati Open (@CincyTennis) August 18, 2025
La scelta di scendere in campo e la resa
Sin dai primi punti, Sinner è apparso in evidente difficoltà. Movimenti contratti, poca spinta, segnali chiari di un malessere con cui aveva fatto i conti già alla vigilia. Ha provato comunque a onorare l’impegno: «Ci ho provato a farcela, è una partitina piccola, mi dispiace tanto. Mi dispiace perché molti di voi magari lunedì devono lavorare o devono fare qualcos’altro». Dopo un breve consulto con lo staff medico, la decisione inevitabile: ritiro e applausi di rispetto da ogni settore dell’impianto.
Alcaraz campione e il fair play di Jannik
La coppa va ad Alcaraz, al sesto titolo del 2025, ma non nel modo auspicato. Sinner lo ha riconosciuto pubblicamente: «Congratulazioni, non è il modo in cui avresti voluto vincere. Hai una bellissima stagione, tu e il tuo team. Continuate così, ti auguro il meglio per l’Open degli Stati Uniti e per il resto della stagione».
Team, clima e prospettive verso New York
Nelle sue parole, anche il ringraziamento al gruppo che lo accompagna in giro per il mondo: «Al mio team, grazie per spingermi ogni giorno, comprendermi. Non è facile viaggiando in tutto il mondo per tutto l’anno. Grazie per aver capito oggi la situazione. Mi dispiace deludere, a volte però capita e bisogna accettarlo».
Quindi un cenno alle condizioni estreme vissute in Ohio: «È stato uno dei tornei più caldi che ho mai giocato, il più bollente». Parole che spiegano solo in parte un epilogo sfortunato, ma che si accompagnano a un messaggio limpido: recuperare in fretta e guardare agli US Open con la stessa ambizione di sempre.
Il saluto all’Ohio e l’appuntamento al 2026
Chiusura nel segno della gratitudine: «Grazie per il sostegno, per le persone che sono venute, per l’organizzazione che ci fa sentire a casa. Grazie ai raccattapalle, a quelli che lavorano dietro le quinte, agli arbitri. Arrivederci all’anno prossimo». Il duello con Alcaraz è solo rimandato: il palcoscenico di New York è pronto a riaccendere la rivalità più luminosa del tennis moderno.
