Il pm “apre” i porti: “I migranti arrivano sui barchini”

 

Nel suo rapporto sottolinea che i migranti arrivano sui barchini di legno in modo autonomo e che i blocchi navali sono “poco utili e difficilmente attuabili”.

Salvatore Vella, procuratore aggiunto di Agrigento, ha presentato da poco a Vienna una relazione all’Onu sul traffico di migranti.

Come riportato dalla Stampa, Vella spiega che ci sono nuove rotte che non arrivano più in Libia ma in Tunisia “da dove la traversata in mare è più semplice perché dura meno e si può fare con piccole barche e pochi rischi”. Vengono infatti usati mezzi veloci, organizzati da tunisini o egiziani, che arrivano sulla costa siciliana. Ed è la conferma che i trafficanti di uomini adattano i loro affari in base alle situazioni contingenti. Prima usavano gommoni che galleggiavano in modo precario e li acquistavano su internet in Paesi asiatici. Ora invece preferiscono impiegare barche di legno, visto che non ci sono più le navi militari a salvare i migranti e quelle delle Ong sono sotto sequestro a Malta o in Sicilia. In sostanza, vengono usati vecchi pescherecci condotti da scafisti esperti seguiti da piccole barche. Quando si avvicinano le acque territoriali italiane, si fanno salire 60 migranti sulle piccole imbarcazioni. Vengono date loro indicazioni per arrivare a terra, mentre gli scafisti tornano indietro con il peschereccio.

Proprio per questo, secondo Salvatore Vella “la continua modifica dei modelli di business delle organizzazioni dei trafficanti deve portare necessariamente a una conseguente modifica delle attività di contrasto da parte delle forze di polizia”.

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