Mentre si fa strada l’ipotesi di un nuovo Dpcm che potrebbe dare la ‘mazzata’ finale al settore della movida, dentro il governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte si consuma l’ennesimo scontro tra chi spinge per la linea contro il Covid-19 e chi vuole a tutti i costi scongiurare un nuovo lockdown.

“Conte così ci porta a sbattere. Può essere che una settimana fa ha fatto un dpcm che non ha prodotto risultati? Anzi dopo pochi giorni i contagi sono arrivati a 20mila?”, si sfoga un ministro pentastellato parlando con ilGiornale.it. Nel M5S, infatti, il premier inizia ad essere messo in discussione per le scelte delle ultime settimane e per quelle che si appresta a intraprendere. I grillini sono i più perplessi e si chiedono: “Ma come può essere che da ‘modello Italia’ nella prima fase, adesso invece non stiamo più riuscendo a controllare il virus?”. Virus che, nel frattempo, dilaga lungo tutto lo Stivale con le Regioni che, a macchia di leopardo, attuano nuove ordinanze sempre più restrittive. Si va dal coprifuoco di Lazio e Lombardia al lockdown della Campania deciso dal governatore Vincenzo De Luca. Una scelta che ieri notte ha generato una vera e propria ribellione notturna a Napoli. E sarebbe questo uno dei motivi che ha spinto il premier ad accelerare per varare un nuovo Dpcm che uniformi le restrizioni su tutto il territorio nazionale. “Conte adesso sta valutando il coprifuoco per tutti alle 22.00 e vuole chiudere le attività alle 18? La gente impazzirà, ci sarà la rivolta sociale”, ci assicura un’autorevole fonte grillina che aggiunge: “Per giorni il premier ha detto che non ci sarebbe stato nessun lockdown e adesso invece andiamo a chiudere tutto nuovamente”.

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Intanto Conte si ritrova sempre più messo all’angolo anche a causa del pressing dei democratici. “Guarda al suo gradimento, mentre il Paese sta cadendo a pezzi. L’Italia non si governa con il gradimento personale ma con misure serie. Ci siamo stufati del suo atteggiamento” è lo sfogo di un membro di governo del Pd. In molti, all’interno della segreteria dem, iniziano a pensare che “Conte non arriverà oltre febbraio, perché così mandiamo il Paese allo sfascio”. i renziani, invece, restano critici e ribadiscono che l’inquilino di Palazzo Chigi “è inadeguato ed era chiaro sin dal primo momento”. A rendere ancora difficilre la situazione ci sono i pessimi rapporti tra il premier e il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Da settimane la comunità scientifica gli dice di mettere in campo misure più stringenti ma lui nulla, ha portato i contagi all’apice per non ammettere il suo fallimento. Adesso la situazione è drammatica”, è l’accusa che arriva da una fonte di governo che sta seguendo da vicino il dossier Covid. Il premier Conte si trova così sempre più stretto in una morsa a tenaglia tra chi, come il ministro Speranza e una buona parte del Pd, intende seguire le indicazioni degli esperti più intransigenti e chi, come i renziani e i grillini, vorrebbero salvaguardare sia la salute sia l’economia.

ilgiornale.it

 

 

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