
È un nome che ormai milioni di italiani hanno imparato a conoscere, soprattutto negli anni della pandemia, quando le sue analisi e i suoi interventi sulle questioni sanitarie sono entrati quotidianamente nel dibattito pubblico.
Una presenza autorevole, capace di spiegare anche temi complessi e di intervenire sulle principali emergenze infettive. Proprio per questo, quando torna a parlare di una situazione delicata, le sue parole attirano immediatamente l’attenzione.
Questa volta al centro del suo intervento c’è un caso che sta suscitando grande apprensione nel nostro Paese e che riguarda una malattia infettiva che sembrava ormai appartenere a un passato lontano… Ma che cosa ha detto il noto infettivologo? A voi la notizia.

A intervenire è stato Matteo Bassetti, infettivologo e professore di Malattie infettive all’Università di Genova, volto molto noto anche per la sua intensa attività di divulgazione durante la pandemia. Sul caso palermitano di difterite ha spiegato che il rischio di un focolaio è basso, ma esistente, sottolineando la necessità di rintracciare tutti i contatti della bambina e di individuare il possibile “paziente zero”. Secondo Bassetti, potrebbe infatti esserci un portatore sano del Corynebacterium diphtheriae, il batterio responsabile della difterite, da identificare insieme ai suoi eventuali contatti.
L’allarme è arrivato dopo la morte a Palermo di una bambina di quattro anni per una sospetta infezione da difterite e la successiva conferma della positività del cugino al batterio. Bassetti ha inoltre richiamato l’attenzione sulla copertura vaccinale in Sicilia, definendola un “campanello d’allarme” per le autorità sanitarie. L’infettivologo ha spiegato che la malattia può essere particolarmente grave nei bambini non immunizzati e ha chiesto maggiore attenzione alla prevenzione, per evitare che possano svilupparsi ulteriori casi.
