Il leader di Vox: “Pressioni da Bruxelles per allontanare Salvini”

Il leader di Vox: “Pressioni da Bruxelles per allontanare Salvini”

23 Settembre 2019 0 Di Admin

 

Santiago Abascal, leader di Vox e deputato spagnolo, si trova in Italia e nello specifico ad Atreju.

La manifestazione organizzata da Giorgia Meloni e dai militanti di Fratelli d’Italia volge al termine, ma la parabola sovranista, stando al punto di vista dell’iberico, è destinata a proseguire nel tempo. Lo stato di salute dell’ideologia sovranista, il quadro elettorale della sua nazione dopo il fallimento dei tentativi da parte di Pedro Sanchez di formare un governo sono i due canovacci centrali di questa intervista. Ma Santiago Abascal, che insieme a Viktor Orban è stato uno dei principali ospiti dell’edizione annule della kermesse del Fdi, ha voluto dire la sua pure sulle condizioni sociali degli agricoltori e degli industriali di Spagna, in questa intervista esclusiva al Giornale.it

Cosa ne pensa di ciò che sta accadendo in Italia in relazione ai fenomeni migratori?

“Non parlerei di questioni interne alla politica italiana se non ci si riferisse a qualcosa che condividiamo. La Spagna e l’Italia hanno confini comuni e gli spagnoli e gli italiani condividono la preoccupazione di proteggere i propri confini dalle invasioni migratorie causate dalle oligarchie europee per inondare i nostri paesi di manodopera a basso costo. È chiaro che il ministro Salvini è stato vittima di ciò che aveva denunciato per 18 mesi, che gli italiani sono sempre meno padroni del loro destino, che ancora una volta è stato deciso tra Bruxelles e Strasburgo. Su questo penso che vedo come da Bruxelles siano state fatte pressioni per allontanare Salvini dal governo (il riferimento alla crisi di governo dei gialloverdi è chiaro, ndr), danneggiando di nuovo la sovranità di uno stato membro della Unione europea. Mi risulta particolarmente vergognoso che per questa operazione contro la sovranità italiana, si sia utilizzata una imbarcazione con bandiera spagnola, la Open Arms. E per questo ho chiesto scusa all’Italia in nome di tutti gli spagnoli dalla Camera dei deputati”.

Qual è la posizione di Vox sulle prossime elezioni parlamentari in Spagna? Pensa che il centrodestra possa presentarsi unito?

“Sono convinto che nelle prossime elezioni generali del 10 novembre, Vox consoliderà la sua presenza nel parlamento spagnolo, dove abbiamo dimostrato di essere l’unica alternativa alle politiche progressiste imposte dalla sinistra e approvate dalla destra [In Spagna, come nel resto d’Europa, la sinistra impone le idee, il centro le adotta, la destra le gestisce]. Vox è un solido progetto politico, con un programma di ferma difesa della sovranità nazionale, dello stato di diritto e dell’unità territoriale della Spagna, con oltre 50.000 membri che pagano il canone mensile e che difendono il buon senso solo contro il consenso progressista del quale fanno parte il Partido popular, Ciudadanos e Partito socialista operaio spagnolo, che stanno diventando sempre più difficili da differenziare, quindi sarebbe perfettamente comprensibile se corressero uniti alle elezioni”.

Qual è la sua opinione sul futuro del sovranismo, tanto in Europa quanto in Spagna?

“Le nazioni sono sempre più coscienti dell’urgenza di eleggere governanti che pongano gli interessi dei cittadini davanti agli oscuri accordi raggiunti negli uffici di Bruxelles o Marrakech da burocrati che nessuno ha eletto. Senza dubbio ciò che sta accadendo in Italia, Austria, Ungheria, Polonia o Slovacchia, accadrà anche in Spagna (Santiago Abascal si riferisce in questo caso alle ottime performance dei cosiddetti partiti populisti nelle nazioni nominate, ndr). Gli agricoltori spagnoli non possono sopportare di vedere le loro arance marcire al suolo, mentre le politiche commerciali dell’UE facilitano l’ingresso delle arance sudafricane, di qualità notevolmente inferiore, che inondano i nostri supermercati a prezzi risibili. E’ inammissibile che i nostri industriali debbano ottenere la licenza in materia di sostenibilità ambientale, medici in ecologia e accademici del riciclaggio, mentre devono lottare per competere con i milioni di tonnellate di prodotti in plastica del sud-est asiatico che arrivano ogni giorno in barca ai porti spagnoli dei paesi che, a proposito, non rispettano nessuno dei protocolli ambientali, con evidenti connotazioni totalitarie, che soffocano le nostre aziende. Perfino le Nazioni unite ammettono che questi paesi sono responsabili della maggior parte dell’inquinamento in tutto il mondo”.

Teme che un governo di Pedro Sanchez possa spalancare i porti a tutti?

“Sanchez è solo una pedina nell’asse Parigi-Berlino e le sue decisioni in materia migratoria come negli altri campi dipendono da quello che impongono il Macron o la Merkel di turno. Per il momento il nuovo governo italiano ha già aperto i suoi porti alle mafie dell’immigrazione (il noto “cambio di rotta” dei giallorossi sui fenomeni migratori, ndr) che operano attraverso le Ong, autentiche negriere che devono essere messe a giudizio per la loro complicità nel traffico di persone. A noi preoccupa la deriva dell’attuale Unione Europea e la sua lontananza rispetto al progetto iniziale del padri fondatori: un insieme di nazioni sovrane che cooperano liberamente. Oggi le élite di Bruxelles ricattano coloro che decidono di abbandonare l’Unione europa ( Brexit) o sanzionano i paesi come l’Ungheria o la Polonia che vogliono fissare la propria politica migratoria”.