Il governo italiano espelle due militari russi per spionaggio: “Via da Roma entro tre giorni”

Nuove tensioni tra Italia e Russia sul fronte diplomatico. Il governo italiano ha disposto l’espulsione di due addetti militari dell’Ambasciata russa a Roma, ritenuti coinvolti in attività di spionaggio nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma. La decisione, annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, segna un nuovo momento di attrito nei rapporti tra Roma e Mosca, già messi alla prova dal quadro internazionale e dalla guerra in Ucraina.

La misura, che riguarda due funzionari accreditati presso la rappresentanza diplomatica russa, è stata motivata con esigenze di tutela della sicurezza nazionale. Da parte russa è già arrivata la promessa di una risposta.

L’annuncio del governo italiano

A rendere nota la decisione è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani attraverso un messaggio pubblicato sui social.

Secondo quanto riferito dal titolare della Farnesina, il segretario generale del ministero ha convocato l’ambasciatore della Federazione Russa per notificare formalmente il provvedimento.

«Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro tre giorni», ha scritto Tajani.

L’espulsione riguarda i due addetti militari in servizio presso l’Ambasciata russa, individuati, secondo quanto riferito dal governo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma.

Le accuse di spionaggio

Il provvedimento sarebbe collegato a presunte attività di spionaggio e di intelligence ritenute incompatibili con il ruolo diplomatico ricoperto dai due funzionari.

Nel suo intervento, Tajani ha inoltre richiamato il tema delle cosiddette “armi ibride”, facendo riferimento a quelle strategie che comprendono operazioni di influenza, attività di intelligence, campagne di disinformazione e altre forme di pressione non convenzionali.

«Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale», ha dichiarato il ministro.

Per il governo italiano, la decisione rappresenta una misura necessaria per difendere gli interessi strategici del Paese e garantire la sicurezza delle istituzioni.

La replica di Mosca

La reazione del Cremlino non si è fatta attendere.

Il Ministero degli Esteri russo, secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, ha annunciato che adotterà una risposta alla decisione italiana, pur senza precisare al momento quali misure verranno messe in campo.

Nelle controversie diplomatiche di questo tipo è frequente il ricorso al principio di reciprocità, con l’espulsione di diplomatici del Paese che ha adottato per primo il provvedimento. Resta però da capire quale sarà la portata della risposta russa e se la vicenda avrà ulteriori sviluppi sul piano delle relazioni bilaterali.

Una nuova fase nei rapporti tra Italia e Russia

L’espulsione dei due addetti militari si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni tra Mosca e i Paesi occidentali, dove il tema delle attività di intelligence e della sicurezza nazionale è diventato sempre più centrale.

La decisione del governo italiano rappresenta una presa di posizione netta nei confronti di quelle che Roma considera attività incompatibili con il diritto diplomatico e lesive degli interessi del Paese.

L’annuncio di una risposta da parte della Russia lascia ora presagire una nuova fase di confronto tra i due Stati. Nei prossimi giorni l’attenzione sarà rivolta alle eventuali contromisure che Mosca deciderà di adottare e agli effetti che queste potranno avere sulle relazioni diplomatiche tra Italia e Federazione Russa.