Il bimbo con il “cuore bruciato” resta trapiantabile: la mamma spera, team di esperti conferma la lista d’attesa
Una vicenda che ha commosso e preoccupato l’Italia intera continua a evolversi: il piccolo di 2 anni e 4 mesi ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto un cuore danneggiato resta nella lista nazionale per un nuovo trapianto, secondo quanto confermato dalla mamma e dal team medico che lo segue.
Il bambino è in condizioni molto gravi ma stabili e da settimane è tenuto in vita con l’aiuto di una macchina ECMO, che supplisce alla funzione cardiaca mentre si attende un organo compatibile.
Le parole della mamma
La madre, Patrizia Mercolino, ha reso noto che l’Heart Team del Monaldi ha confermato che per il momento il bambino può restare in lista d’attesa per un cuore nuovo, e che la valutazione verrà ripetuta nei prossimi giorni. “Per oggi mi hanno confermato che mio figlio resta ancora trapiantabile. Domani faranno un’altra valutazione”, ha detto la donna, che segue minuto per minuto l’evolversi della situazione.
Pareri medici contrastanti
La vicenda è resa ancora più complessa dal fatto che un secondo parere medico, richiesto dalla famiglia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha indicato un quadro diverso: secondo i medici romani il bambino non sarebbe più trapiantabile. Tuttavia, l’equipe del Monaldi mantiene la posizione che il piccolo possa essere ancora candidato a un nuovo intervento in casi estremi, e quindi rimane inserito nella lista nazionale dei trapianti.
Questa divergenza di opinioni ha portato la famiglia a chiedere approfondimenti e verifiche tecniche per valutare meglio la possibilità di un nuovo trapianto, anche attraverso un ulteriore parere specialistico.
Inchiesta e indagini
Sullo sfondo della vicenda proseguono anche gli accertamenti della Procura di Napoli, che ha aperto un’inchiesta per fare luce sul trapianto iniziale di dicembre, quando il cuore donato sarebbe risultato danneggiato – definito come “bruciato” da alcune fonti – probabilmente a causa di un errore nel sistema di conservazione durante il trasporto.
Sei operatori sanitari sono al momento iscritti nel registro degli indagati per il reato di lesioni colpose, mentre gli ispettori ministeriali stanno acquisendo documentazione e dati per ricostruire la catena di responsabilità e valutare eventuali violazioni delle procedure mediche previste per la preservazione degli organi.
Il cuore della speranza
La storia del piccolo ha mobilitato profondamente l’opinione pubblica e le istituzioni, con appelli da parte della famiglia perché venga trovata una soluzione e perché al bambino possa essere presto trapiantato un organo sano.