“Giù dalla torre…”. La Russa, che bordata a Vannacci: alta tensione nel centrodestra

La prossima legislatura potrebbe concludersi regolarmente nel 2027, ma non si può escludere un ritorno alle urne con qualche mese di anticipo. A delineare i possibili scenari è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto alla tradizionale cerimonia del Ventaglio con la Stampa Parlamentare.

Nel corso dell’incontro, la seconda carica dello Stato ha affrontato diversi temi dell’attualità politica, dal futuro della maggioranza alla legge elettorale, fino alle tensioni interne al centrodestra e agli episodi di violenza registrati nelle ultime settimane.

“Più probabile la fine naturale, ma il voto anticipato resta possibile”

Rispondendo alle domande dei cronisti, La Russa ha osservato come, nella storia politica italiana, non sia raro che una legislatura termini prima della sua naturale scadenza.

«Può finire a scadenza naturale, ma potrebbe finire anche qualche mese prima», ha dichiarato, indicando come possibile finestra per un eventuale voto anticipato il periodo compreso tra maggio e giugno.

Successivamente, il presidente del Senato ha precisato di ritenere comunque leggermente più probabile il completamento della legislatura.

«Do buone probabilità che si finisca: dico al 51% che si vada a fine legislatura», ha affermato, lasciando aperte entrambe le ipotesi.

L’ipotesi dell’election day

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema di un possibile election day, con l’accorpamento delle elezioni politiche e delle consultazioni amministrative.

Su questo punto La Russa ha escluso qualsiasi timore legato al ricorso alle urne.

«Non ho mai paura del voto», ha dichiarato, aggiungendo che i calcoli elettorali possono spesso produrre effetti diversi da quelli immaginati da chi li compie.

Legge elettorale e preferenze

Il presidente del Senato ha commentato anche il dibattito sulla possibile riforma della legge elettorale, spiegando di non nutrire particolari preoccupazioni rispetto a un eventuale ritorno delle preferenze.

Secondo La Russa, esiste una differenza sostanziale tra il voto finale su un provvedimento e quello espresso sui singoli emendamenti, che rispondono a dinamiche parlamentari differenti e non sempre riflettono una posizione politica complessiva.

Il confronto nel centrodestra

Tra gli argomenti affrontati anche le recenti dichiarazioni del generale Roberto Vannacci e il dibattito sugli equilibri all’interno della maggioranza.

La Russa ha minimizzato il rischio di una competizione interna sul posizionamento politico più a destra, ricordando che esperienze analoghe non hanno prodotto, in passato, risultati particolarmente favorevoli per la coalizione.

Alla domanda su un’ipotetica scelta tra Antonio Tajani e Vannacci, il presidente del Senato ha ribadito il proprio sostegno al leader di Forza Italia.

«Tajani non lo butto mai dalla torre», ha dichiarato, confermando la volontà di preservare gli equilibri tra le diverse anime del centrodestra.

Violenza politica e ordine pubblico

Nel corso dell’incontro, La Russa è intervenuto anche sugli episodi di violenza verificatisi recentemente in Val di Susa, durante le proteste No Tav, e a Bologna dopo la morte di Fakir.

Il presidente del Senato ha sottolineato come tutte le principali forze politiche abbiano espresso una condanna degli episodi, precisando però che tali fenomeni non possono essere equiparati al terrorismo degli anni di piombo.

Pur distinguendoli dalle azioni delle Brigate Rosse e delle Brigate Nere, La Russa ha definito l’aumento degli episodi di violenza un tema che richiede attenzione da parte delle istituzioni.

Secondo il presidente del Senato, è necessario che lo Stato fornisca una risposta efficace e che le forze politiche lavorino per individuare una posizione condivisa, evitando al tempo stesso giudizi affrettati su vicende ancora oggetto di accertamento.

Uno sguardo ai prossimi mesi

Le dichiarazioni di Ignazio La Russa contribuiscono ad alimentare il dibattito sul futuro della legislatura e sugli scenari politici che potrebbero aprirsi nei prossimi mesi.

Pur indicando come leggermente più probabile il completamento del mandato parlamentare, il presidente del Senato non ha escluso l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne, ribadendo al tempo stesso la necessità di mantenere stabile la maggioranza e affrontare con spirito di collaborazione le principali questioni istituzionali e di ordine pubblico.