Giro d’Italia: identificati i 2 ragazzi che volevano far cadere i ciclisti
Il Giro d’Italia continua a regalare emozioni sportive, ma nelle ultime ore a far discutere non è stata soltanto la corsa. Durante la sesta tappa, quella da Paestum a Napoli, si è verificato un episodio che ha lasciato senza parole corridori, organizzatori e tifosi presenti lungo il percorso. Una scena improvvisa, avvenuta in pochi secondi, che avrebbe potuto avere conseguenze molto serie per il gruppo lanciato verso il traguardo.
Le immagini diffuse dalle telecamere mostrano il plotone attraversare a grande velocità una rotonda tra Brusciano e Marigliano, nel Napoletano. In testa alla corsa c’era la maglia rosa insieme alla propria squadra, mentre centinaia di spettatori assistevano al passaggio dei corridori a bordo strada. Proprio in quel momento due giovani avrebbero compiuto un gesto ritenuto estremamente pericoloso.
Secondo quanto ricostruito, uno dei ragazzi avrebbe allungato le mani verso il gruppo tentando di toccare i ciclisti in corsa. Il primo a essere sfiorato sarebbe stato Afonso Eulalio, leader della classifica, che avrebbe reagito allargando il braccio per respingere il giovane. Subito dietro anche Gianmarco Garofoli sarebbe stato colpito durante il passaggio del plotone, mentre tra gli atleti si diffondeva immediatamente la tensione per quanto accaduto.
L’episodio è stato ripreso integralmente dalle telecamere e ha fatto rapidamente il giro dei social, suscitando indignazione tra appassionati e addetti ai lavori. Molti corridori hanno commentato l’accaduto sottolineando i rischi enormi di un comportamento simile in una fase della corsa affrontata a oltre cinquanta chilometri orari. Sarebbe bastato un contatto più violento per provocare una caduta collettiva con conseguenze pesanti per decine di atleti.
Ma chi sono i due giovani protagonisti del gesto contestato e quali provvedimenti sono stati presi nei loro confronti dopo quanto avvenuto durante la tappa del Giro d’Italia?
Dopo le verifiche effettuate dalle forze dell’ordine, i due ragazzi sono stati identificati dalla polizia poche ore dopo l’accaduto. Si tratta di due giovani di 19 e 20 anni residenti a San Vitaliano, in provincia di Napoli. Secondo quanto emerso, avrebbero spiegato di aver voluto compiere soltanto una “bravata”, senza rendersi conto dei rischi concreti legati al loro comportamento.
Per entrambi è scattata la denuncia per procurato pericolo durante una manifestazione sportiva. Le autorità hanno inoltre disposto il daspo urbano, misura che impedirà loro di partecipare a eventi pubblici e sportivi per un determinato periodo. Gli investigatori hanno valutato l’episodio come particolarmente grave proprio per la velocità del gruppo e per il rischio di provocare una caduta di massa.
Tra i corridori non sono mancate reazioni molto dure. Alberto Bettiol ha raccontato di aver assistito direttamente alla scena: “Ho visto tutto perché davanti a me c’era Thomas Silva che l’ha mandato a quel paese. Non si rendono conto della velocità a cui andiamo”. Il ciclista italiano ha poi aggiunto che in situazioni simili il pericolo coinvolge tutti gli atleti del gruppo.
Anche gli organizzatori del Giro d’Italia sono intervenuti ufficialmente attraverso i canali social della corsa con un messaggio rivolto ai tifosi presenti lungo il percorso. “Vi adoriamo a bordo strada, ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”, si legge nel post pubblicato dopo la tappa. Un richiamo forte al rispetto delle regole e alla sicurezza degli atleti impegnati nella competizione.
Sull’episodio è intervenuto anche Davide Ballerini, vincitore della tappa di Napoli e protagonista di una giornata speciale dal punto di vista sportivo. Il corridore ha invitato i tifosi a mantenere sempre comportamenti corretti lungo il percorso: “Spero che si capisca che se vengono a vederci e tifare sono i benvenuti, ma ci deve essere rispetto reciproco”. Parole che riassumono il clima di preoccupazione emerso dopo una scena che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di molto più serio.



