Garlasco, l’annuncio choc della famiglia Poggi: “Ecco la nostra decisione”

Il caso Garlasco torna nuovamente al centro dell’attenzione a distanza di quasi vent’anni da quel 13 agosto 2007 che segnò profondamente la storia giudiziaria italiana.

Negli ultimi mesi, nuove verifiche e accertamenti hanno riportato sotto i riflettori alcuni degli elementi già esaminati dagli investigatori, alimentando interrogativi e nuove discussioni.

La vicenda coinvolge ancora una volta diversi protagonisti e potrebbe presto entrare in una fase giudiziaria particolarmente delicata.

Al centro degli ultimi sviluppi ci sono infatti le conclusioni raggiunte dopo mesi di consulenze, analisi scientifiche e approfondimenti su alcune tracce.

La Procura ha compiuto un nuovo passo formale che potrebbe avere conseguenze importanti sul prosieguo dell’inchiesta e sulle prossime decisioni dei giudici.

Intanto, anche la famiglia Poggi ha assunto una posizione precisa davanti allo scenario che si sta delineando, dopo aver seguito con attenzione ogni sviluppo della vicenda.

Una decisione che arriva in un momento particolarmente significativo e che riguarda direttamente il possibile futuro giudiziario del caso.

Ma qual è stata la scelta della famiglia Poggi e cosa potrebbe accadere adesso?

La nuova fase dell’inchiesta è stata formalmente chiusa il 28 settembre 2026, quando la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini.

Il capo di incolpazione contestato a Sempio è rimasto invariato e riguarda l’ipotesi di omicidio aggravato. La notifica, tuttavia, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza: l’indagato potrà esercitare tutti i diritti previsti dalla legge nella fase successiva.

Tra gli elementi nuovamente esaminati figurano il Dna, alcune impronte e la traccia relativa a una scarpa. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la misura della calzatura ritenuta compatibile con quella dell’autore del delitto sarebbe compatibile anche con il piede di Sempio.

La difesa dell’indagato ha però contestato la portata delle nuove risultanze, sostenendo che il nuovo avviso sia sostanzialmente sovrapponibile al precedente e che gli elementi più rilevanti riguardino soprattutto la posizione di Alberto Stasi.

Nel frattempo, la Procura di Pavia ha annunciato l’intenzione di chiedere il rinvio a giudizio di Sempio. Sarà quindi il giudice dell’udienza preliminare a dover valutare la richiesta e decidere se il procedimento dovrà proseguire con un processo.

Ed è proprio in vista di questo possibile passaggio che la famiglia Poggi ha comunicato la propria decisione. I genitori e il fratello di Chiara non intendono costituirsi parte civile nei confronti di Sempio.

A spiegare la posizione della famiglia è stato l’avvocato Francesco Compagna, che insieme a Gianluigi Tizzoni assiste i Poggi. «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha dichiarato il legale, ribadendo la linea mantenuta dalla famiglia durante la nuova fase investigativa.

I legali dei Poggi, tuttavia, potrebbero avere un ruolo in un altro importante capitolo giudiziario: l’eventuale revisione della condanna definitiva inflitta ad Alberto Stasi.