Garattini, la ricetta per vivere a lungo: “Vietati questi 2 cibi (anche a Natale)”

 

Mancano pochi giorni al grande appuntamento delle festività, e con l’avvicinarsi del Natale l’Italia si prepara ad apparecchiare le sue tavole più ricche. È in questo preciso momento di generale rilassamento e abbondanza che irrompe, chirurgica, la voce severa della scienza. Al centro della scena c’è il farmacologo Silvio Garattini, uno dei nomi più autorevoli del panorama medico-scientifico nazionale.

La sua non è una predica, ma la sintesi di un principio non negoziabile che insegue da decenni: per aspirare a una vita lunga e pienamente sana, è necessario mangiare poco. È un consiglio che ribalta le aspettative, specialmente quando si parla di tradizioni culinarie consolidate.

Il suo monito principale? Non cedere alla tentazione di reintrodurre due categorie di alimenti che, a suo giudizio, dovrebbero essere totalmente vietati.

 

 

Il velo di normalità, la calma apparente delle giornate pre-festive, viene spezzato da questa dura sentenza. Garattini non lascia spazio a compromessi, neanche in deroga alla celebrazione. C’è un motivo concreto, scientifico, dietro questa fermezza.

Ma quali sono, di preciso, le due pietanze considerate dal farmacologo una minaccia diretta alla longevità e, di conseguenza, bandite perfino dalle tavole natalizie?

Qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato una notizia che arriva direttamente dal professionista poco prima delle feste di Natale qualcosa di davvero molto importante e davvero assurdo i dettagli sono davvero incredibili ecco cosa si deve fare durante queste feste che stanno per arrivare  i dettagli sono molto importanti e rischiano di avere un grosso colpo sulla gente, davvero inaspettato.

La risposta del farmacologo Garattini è immediata, senza giri di parole: l’attenzione deve concentrarsi sulla carne rossa e sul burro. Sono questi gli elementi che, anche se consumati in occasioni eccezionali, dovrebbero essere eliminati per un regime alimentare votato alla durata. Secondo il suo modello di salute, la vera chiave per una vita lunga è la restrizione calorica.

Non è importante solo cosa mangiamo, ma soprattutto quanto mangiamo. Sul tavolo delle discussioni finisce anche il tema del vino, anch’esso un elemento sacro della tradizione italiana. La sua posizione, in questo caso, è categorica: il vino è, in sostanza, una bevanda alcolica, e l’alcol, come ribadito più volte, provoca danni all’organismo. Un altro trend che viene ridimensionato è quello del digiuno intermittente.

Per Garattini, questa pratica non è tanto una questione di orario – quando si mangia – quanto di bilancio complessivo di energie, cioè quanto si consuma in totale nell’arco della giornata.

 

Al contrario, il consiglio imprescindibile per il benessere generale è quello di non saltare mai i pasti. Il messaggio finale del farmacologo resta uno e molto chiaro, che prescinde dalle mode del momento: la quantità e la qualità del cibo sono le uniche vere regole per vivere a lungo, escludendo le abitudini dannose.

“Non si parla a sufficienza del tema longevità, soprattutto nella scuola, che è sostanzialmente priva di insegnamento sulla salute: basterebbe un’ora a settimana in ogni classo, con lezioni di persone preparate e competenti. La situazione cambierebbe molto, ci sarebbe più cultura”, dice l’oncologo, farmacologo e ricercatore, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Insomma stare attenti a quello che si mangia è molto importante.