“Fuori giri!”. Il piano del governo Meloni fa impazzire Conte e Schlein

La riduzione del carico fiscale resta una delle priorità dell’esecutivo. Sul tavolo anche interventi su tredicesime, bollo auto e moto, mentre il confronto con l’Europa sarà decisivo per le risorse disponibili.
La definizione della prossima legge di bilancio entra nel vivo e il governo punta a concentrare una parte significativa delle risorse sulla riduzione della pressione fiscale. L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza è quello di introdurre nuovi interventi a favore di famiglie, lavoratori e ceto medio, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e con le regole europee.
Le prossime settimane saranno decisive per definire l’entità delle misure e le coperture economiche necessarie, in un quadro che dovrà conciliare le promesse di alleggerimento del carico fiscale con il mantenimento dell’equilibrio dei conti pubblici.

Le misure allo studio
Ad anticipare alcune delle ipotesi al vaglio dell’esecutivo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha indicato una serie di interventi fiscali sui quali il governo sta lavorando in vista della manovra.
Tra le proposte figurano una riduzione delle accise, la detassazione delle tredicesime, interventi sul bollo auto e moto e un nuovo taglio dell’Irpef destinato al ceto medio.
In particolare, una delle ipotesi prevede la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 60 mila euro, ampliando così la platea dei contribuenti interessati dal beneficio.
Secondo la maggioranza, la riduzione della pressione fiscale rappresenta uno degli obiettivi strategici della legislatura e dovrebbe proseguire il percorso già avviato negli ultimi anni.
Il nodo delle coperture
La realizzazione delle misure dipenderà però dalle risorse disponibili. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il governo chiederà al Parlamento l’autorizzazione per attivare in sede europea la clausola nazionale di deroga prevista dal nuovo Patto di stabilità.
L’eventuale via libera consentirebbe all’Italia di beneficiare di maggiori margini di flessibilità per circa 14 miliardi di euro, risorse destinate principalmente agli investimenti nei settori della difesa e dell’energia.
Secondo Giorgetti, questa possibilità permetterebbe di liberare ulteriori spazi di bilancio, fermo restando che ogni intervento dovrà essere compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica.
Un ulteriore elemento potrebbe arrivare dall’aggiornamento dei dati sul deficit 2025 da parte dell’Istat, che potrebbe incidere sul percorso dell’Italia verso l’uscita dalla procedura d’infrazione europea.
Maggioranza compatta sul fisco
Sul piano politico, la riduzione delle tasse continua a rappresentare uno dei punti condivisi dalla coalizione di governo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha più volte indicato come priorità il sostegno fiscale al ceto medio, una linea sostenuta anche dalla Lega di Matteo Salvini e da Forza Italia.
Lo stesso Giorgetti ha ribadito che l’esecutivo avrebbe intenzione di realizzare numerosi interventi, precisando però che le decisioni finali saranno strettamente legate alle risorse effettivamente disponibili nella prossima legge di bilancio.
Le critiche delle opposizioni
Le ipotesi di nuovi tagli fiscali hanno suscitato le critiche delle opposizioni.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito gli annunci una nuova promessa elettorale, sostenendo che durante gli anni di governo la pressione fiscale sia rimasta elevata.
Sulla stessa linea anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha accusato l’esecutivo di privilegiare gli annunci rispetto a interventi strutturali capaci di ridurre concretamente il peso delle imposte.
Nel dibattito politico trova spazio anche il tema della pressione fiscale complessiva, che può aumentare rispetto al Pil anche in presenza di riduzioni delle aliquote, qualora crescano il gettito derivante dall’occupazione, i contributi versati e il recupero dell’evasione fiscale.

La replica di Forza Italia
Alle contestazioni delle opposizioni ha risposto Antonio Tajani, rivendicando i risultati economici conseguiti dall’esecutivo.
Secondo il vicepremier, il governo avrebbe ridotto il carico fiscale su famiglie e piccole imprese per circa 33 miliardi di euro, evidenziando inoltre la crescita dell’occupazione, l’incremento delle entrate legato al contrasto dell’evasione fiscale e la diminuzione dello spread come indicatori dell’andamento dell’economia.
La prossima legge di bilancio rappresenterà dunque uno dei passaggi più delicati dell’azione di governo. La sfida sarà trovare un equilibrio tra la volontà di introdurre nuovi tagli alle tasse, la necessità di sostenere la crescita economica e il rispetto degli impegni assunti con l’Unione europea. Un confronto destinato a dominare il dibattito politico ed economico nei prossimi mesi.