Si erano finti disoccupati di ritorno da un viaggio esplorativo in Francia, dove si erano recati per cercare un lavoro, ma in realtà nascondevano trenta chilogrammi di hascisc in un contenitore nascosto sotto il serbatoio di benzina di un suv.

Nei guai sono finiti due campani di 32 e 24 anni (il primo dei quali pregiudicato), originari della provincia di Caserta e arrestati dai carabinieri di Ventimiglia, in provincia di Imperia, con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti.

Tutto ha avuto inizio da un’attività di controllo al valico autostradale, quando i carabinieri hanno intimato l’alt al veicolo. Il fatto che il conducente fosse sprovvisto della patente, ha subito destato i primi sospetti. A ciò si è aggiunto il fatto che i due giovani non hanno saputo ricostruire il loro viaggio in Francia. Si sono limitati a dire che stavano cercando un lavoro, senza però specificare in quale città erano andati e sopratutto chi avevano incontrato nei giorni scorsi.

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A togliere ogni sospetto sul fatto che potessero nascondere qualcosa, è stato il rinvenimento di alcuni grossi cacciaviti, di quelli non in dotazione della vettura, dai quali si è capito, che molto probabilmente i due potevano dedicarsi a furti su auto o abitazioni. Mentre la classica “ciliegina” sulla torta si è avuta, quando i militari si sono imbattuti nella ricevuta di un gommista spagnolo.

A quel punto hanno capito, che potevano nascondere della droga ed è scattata una approfondita perquisizione del veicolo, conclusasi con il sequestro di trentadue panetti di hascisc di varie dimensioni (dai 500 grammi, al chilo), ciascuno dei quali avvolto da uno spesso involucro di polietilene. I due sono stati associati alle carceri di Imperia e indagini sono in corso per ricostruire la provenienza della droga, con ogni probabilità la Spagna e la sua destinazione in Italia.

Nel corso dell’operazione di controllo, avvenuta alla presenza di militari della compagnia di Ventimiglia e del Nucleo Investigativo di Imperia, sono stati ispezionati undici veicoli, che hanno richiamato l’attenzione sia per la tipologia, che per il numero di occupanti. Il servizio era proprio mirato al traffico di stupefacenti, visto che alla frontiera vengono eseguiti regolari controlli pure contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina, con l’arresto di numerosi passeur, che adescano migranti soprattutto africani ai quali offrono passaggi oltreconfine, spesso in cambio di diverse centinaia di euro ciascuno.

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