Fakir, spunta la verità atroce dall’autopsia: “E’ morto così”

Proseguono gli accertamenti della Procura di Bologna sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica scorsa durante un intervento delle forze dell’ordine nel quartiere Pilastro. I primi riscontri medico-legali indicano una compromissione delle vie respiratorie, ma saranno gli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici a stabilire con precisione le cause del decesso e a chiarire eventuali responsabilità.
L’inchiesta, aperta con l’ipotesi di omicidio colposo, dovrà ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante l’intervento e verificare la correttezza delle procedure adottate dagli operatori coinvolti.
I primi riscontri medico-legali
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, la Tac eseguita sul corpo di Fakir avrebbe evidenziato una compromissione delle vie respiratorie. Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori vi è quella di una possibile asfissia posizionale, che potrebbe essersi verificata durante le fasi di immobilizzazione.
Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora tutta da verificare. L’autopsia, disposta dalla Procura, dovrà confermare o escludere questa eventualità, mentre gli esami tossicologici accerteranno l’eventuale presenza di sostanze che possano aver inciso sulle condizioni dell’uomo.
Gli accertamenti radiologici, inoltre, non avrebbero evidenziato fratture riconducibili alle operazioni di contenimento effettuate durante l’intervento.
Le posizioni degli agenti e dei sanitari
L’inchiesta coinvolge i due agenti di polizia intervenuti sul posto e i quattro operatori sanitari che hanno successivamente prestato soccorso.
Nel decreto con cui è stato disposto l’esame autoptico, i due poliziotti risultano iscritti nel registro degli indagati. Si tratta, come previsto in casi analoghi, di un atto dovuto che consente agli interessati di esercitare pienamente il diritto di difesa e di partecipare agli accertamenti irripetibili. L’iscrizione non costituisce in alcun modo un’affermazione di responsabilità.
La Procura di Bologna, attraverso un pool di magistrati, sta coordinando le indagini per ricostruire ogni fase dell’intervento.
Il nodo della richiesta di soccorso
Uno degli aspetti su cui si stanno concentrando gli investigatori riguarda le modalità con cui sarebbero stati richiesti i soccorsi.
Secondo il legale che assiste i due agenti, durante l’intervento sarebbe stata richiesta per due volte un’ambulanza con automedica per una persona in crisi psichica.
Una versione che, almeno allo stato attuale, non coincide con quella fornita dall’Azienda Usl di Bologna, la quale ha precisato che alla Centrale operativa del 118 non risulterebbe alcuna richiesta specifica di questo tipo rimasta senza risposta.
Tra le ipotesi al vaglio vi è quella che la richiesta sia stata inoltrata dagli agenti alla propria centrale operativa senza essere successivamente trasmessa al 118 negli stessi termini. Per chiarire questo passaggio gli investigatori hanno acquisito tutte le registrazioni radio e telefoniche relative all’intervento.
Il dolore della famiglia
Nei giorni successivi alla tragedia, la famiglia di Abderrahim Fakir ha chiesto che venga fatta piena luce su quanto accaduto.
La moglie, intervistata da un’emittente marocchina, ha ricordato il marito come «una persona normale» con cui aveva condiviso tredici anni di matrimonio. Mostrando alcuni abiti che l’uomo aveva inviato in Marocco in vista delle vacanze estive, ha espresso il proprio dolore affermando di non riuscire a dimenticare le urla sentite durante quei momenti.
Anche la nipote è intervenuta pubblicamente, ribadendo la fiducia nel lavoro della magistratura e chiedendo «chiarezza, verità e giustizia» per una vicenda che, a suo giudizio, merita un completo accertamento.
Annunciato un nuovo presidio al Pilastro
Sul fronte dell’ordine pubblico, per domenica è stato annunciato un nuovo presidio nel quartiere Pilastro, promosso da associazioni e collettivi che chiedono verità sulla morte del quarantaduenne.
Secondo quanto emerso, la manifestazione non sarebbe stata formalmente preavvisata alle autorità competenti, circostanza che ha riacceso il dibattito sulla gestione della sicurezza dopo gli scontri verificatisi nei giorni scorsi durante una precedente protesta.
Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sugli accertamenti disposti dalla Procura. Saranno gli esiti dell’autopsia, insieme alle analisi tossicologiche e alla ricostruzione delle comunicazioni tra forze dell’ordine e servizi di emergenza, a fornire gli elementi decisivi per chiarire le cause della morte di Abderrahim Fakir e l’eventuale sussistenza di responsabilità.