Fakir, la decisione sui due poliziotti del caso

Una vicenda che continua a far discutere tutta Italia torna al centro dell’attenzione.

Al centro c’è ancora il caso di Fakir, il marocchino che ha perso la vita durante l’intervento delle forze dell’ordine.

La mattina del 19 luglio ha lasciato diversi interrogativi.

A distanza di settimane, arrivano intanto importanti novità sulla posizione degli agenti coinvolti nell’intervento.

Cosa è stato deciso per i due poliziotti e cosa può emergere dai nuovi accertamenti?

La vicenda riguarda quanto accaduto il 19 luglio in via Svevo, a Bologna, durante l’intervento per immobilizzare Abderrahim Fakir, 42enne di origine marocchina, deceduto nel corso dell’azione. Da quel momento sono stati avviati accertamenti per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e stabilire cosa sia accaduto durante quei concitati momenti.

La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, modello 45 bis, che coinvolge due agenti intervenuti quella mattina e quattro operatori della Croce Rossa presenti sul posto. L’inchiesta dovrà quindi chiarire ogni aspetto dell’intervento, attraverso gli elementi raccolti dagli investigatori e le verifiche tecniche disposte nell’ambito del procedimento.

Nel frattempo, anche la posizione operativa dei due poliziotti è stata oggetto di una decisione. Entrambi sono tornati in servizio al Commissariato Bolognina-Pontevecchio, ma per il momento non saranno impiegati in strada. Sono stati assegnati a un’attività interna, una scelta pensata anche per consentire una ripresa progressiva del lavoro dopo quanto accaduto.

A confermarlo è stato il loro legale, l’avvocato Gabriele Bordoni, secondo cui si tratta di una soluzione opportuna. «Sono rimasti nella loro funzione, nel loro gruppo di appartenenza», ha spiegato, sottolineando come il servizio interno possa rappresentare una fase graduale prima di un eventuale ritorno alle attività di volante. Intanto proseguono gli accertamenti tecnici.

In particolare, nei laboratori dei Ris di Roma è stata acquisita la copia forense della bodycam utilizzata dal capopattuglia, che l’aveva attivata prima dell’intervento. Il materiale sarà esaminato anche per migliorare la qualità dell’audio, disturbato dal rumore delle cicale e dai suoni ambientali. Il video, invece, viene considerato già di ottima qualità.