“Ecco come sarà l’inverno”. Meteo, l’annuncio di Giuliacci spaventa gli italiani
L’inverno 2026-2027 potrebbe partire senza particolari scossoni per poi cambiare radicalmente volto nel cuore della stagione. Le prime analisi meteo a lungo termine delineano infatti uno scenario spaccato in due: un avvio mite e con poche precipitazioni nei mesi finali del 2026, seguito da una svolta dinamica all’inizio del nuovo anno, quando freddo e neve potrebbero tornare a essere protagonisti anche sull’Italia.
Sebbene si tratti di tendenze stagionali su larga scala e non di previsioni locali nel dettaglio, gli esperti stanno monitorando con estrema attenzione alcuni segnali atmosferici e oceanici di portata globale.
Un “super El Niño” senza precedenti
A spiegare le dinamiche in atto è il colonnello Mario Giuliacci, che individua nel Pacifico tropicale il principale motore di questa evoluzione. L’area è attualmente interessata da un “super El Niño” di intensità eccezionale. «È un El Niño fortissimo, mai registrato: 2-3 gradi in più», sottolinea l’esperto.
Un’anomalia di tali dimensioni rende difficile affidarsi ai confronti storici. Nei precedenti cinquant’anni, l’impatto di questo fenomeno sull’Europa e sull’Italia è sempre stato considerato marginale: «Fino adesso, esaminando gli ultimi 50 anni di El Niño, l’influenza sull’Italia era scarsa o assente», osserva Giuliacci. La potenza dell’anomalia attuale, unita ad altri fattori come il Tripolo Atlantico e la QBO (Quasi-Biennial Oscillation, ovvero l’andamento dei venti stratosferici equatoriali), potrebbe tuttavia tracciare un quadro inedito.
La prima fase: novembre e dicembre sottotono
Dall’intreccio di questi indici emerge la prospettiva di un inverno diviso nettamente in due momenti distinti. La prima parte, che comprende i mesi di novembre e dicembre 2026, si preannuncia più asciutta e stabile, con scarse possibilità di fenomeni nevosi.
«Prima parte dell’inverno senza pioggia e con poche nevicate», sintetizza Giuliacci. Le grandi perturbazioni potrebbero dunque mantenere le distanze dalla Penisola per gran parte della fine dell’anno.
La svolta nel 2027: gennaio e febbraio tra gelo e neve
Il vero cambio di passo potrebbe verificarsi tra gennaio e febbraio 2027, quando il contesto atmosferico diverrà molto più dinamico, aprendo la strada a possibili incursioni d’aria fredda verso il Mediterraneo.
«Gennaio e febbraio saranno molto dinamici», avverte il meteorologo. «Probabilmente avremo un’ondata d’aria fredda e non sono escluse nevicate significative». Resta da capire con quale traiettoria e intensità queste correnti polari investiranno le diverse regioni italiane.
Nessun dettaglio locale: per le mappe servirà attendere
Gli esperti invitano comunque alla cautela: le proiezioni a così lunga distanza indicano una tendenza generale e non consentono di prevedere l’impatto su singole città, regioni o altitudini.
Giuliacci lo ribadisce chiaramente: «Non mi chiedete adesso se nevicherà sui rilievi lucani, campani, o nel vostro giardino». Per conoscere quote neve, accumuli ed effettivo percorso delle perturbazioni occorrerà attendere i bollettini a breve e medio termine nei prossimi mesi autunnali.