È passata la legge! Bufera in Italia, scoppia la polemica: l’ira del Pd
In un Consiglio regionale teso e segnato da proteste, la Calabria ha approvato a maggioranza una norma che istituisce due nuovi sottosegretari alla Presidenza, nominati direttamente dal governatore Roberto Occhiuto. La decisione, fortemente contestata dalle opposizioni, ha scatenato un dibattito acceso sul ruolo, i costi e le motivazioni di questa scelta.
La norma, approvata con il supporto della maggioranza, prevede l’assegnazione di incarichi senza diritto di voto in giunta, con deleghe operative, staff dedicati e livelli di indennità significativi: circa 14mila euro lordi al mese, quasi l’84% di quelli degli assessori. A ciò si aggiungono i costi delle strutture di supporto, che possono superare i centinaia di migliaia di euro annui per ciascun sottosegretario, portando il totale a stimare spese superiori a un milione di euro all’anno.
L’approvazione, avvenuta nel clima di una seduta caratterizzata dall’assenza dell’opposizione uscita dall’aula come gesto politico di protesta, ha suscitato forti polemiche. Nicola Irto, segretario regionale del Partito Democratico, ha commentato duramente la manovra, definendola “uno schiaffo alla sanità e alle risorse pubbliche”. Secondo Irto, i nuovi incarichi sono stati creati solo per “aumentare le poltrone” del centrodestra, poi evidenziando come in Calabria non si siano registrati miglioramenti in termini di efficienza amministrativa o risorse umane, specialmente nel settore sanitario, ormai in crisi.
“Il patto politico che ha portato alla nascita di questi sottosegretari risale alle ultime elezioni regionali ed è funzionale a spartizioni di potere all’interno della maggioranza”, ha commentato Irto, criticando anche il trattamento economico riservato ai nuovi incaricati. La spesa complessiva, secondo il segretario pd, rischia di gravare pesantemente sulle finanze regionali, in un momento storico di crisi economica e sociale, con servizi fondamentali come la sanità, già in grave sofferenza, che continuano a evidenziare carenze e inefficienze.
La protesta di Irto e delle opposizioni si inserisce in un contesto di crescente insoddisfazione tra i cittadini calabresi, che vedono con scetticismo le scelte politiche dell’attuale amministrazione regionale, considerate spesso lontane dalle reali esigenze di una popolazione alle prese con rincari e carenze di servizi essenziali.
Mentre da palazzo Santa Chiara si difende la legittimità della decisione come strumento di miglioramento gestionale, la battaglia politica si acceso, alimentando un dibattito che mette in discussione la trasparenza, la sostenibilità economica e l’efficacia di una riforma che, finora, ha più diviso che unito.


