È morta Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2: aveva 57 anni

Lutto nel mondo del giornalismo televisivo. Christiana Ruggeri, giornalista e conduttrice del Tg2, è morta all’età di 57 anni. La notizia, riportata da Leggo, ha suscitato cordoglio tra i colleghi e nel mondo dell’informazione. Dal maggio 2025 ricopriva il ruolo di caporedattrice della redazione Scienze del telegiornale di Rai 2, testata nella quale lavorava dal 2000.

Nel corso della sua carriera aveva saputo coniugare il giornalismo televisivo con la passione per la scrittura, la divulgazione scientifica e l’impegno per la tutela degli animali e dell’ambiente. Un percorso professionale ricco, contraddistinto dalla curiosità, dall’attenzione per le storie umane e dalla sensibilità verso le tematiche sociali.

Dagli esordi nelle emittenti romane all’arrivo al Tg2

Nata a Roma, Christiana Ruggeri si era laureata in Lettere moderne all’Università La Sapienza. Aveva mosso i primi passi nel mondo dell’informazione negli anni Novanta, collaborando con diverse emittenti radiofoniche e televisive della capitale, prima di approdare al Tg2 nel 2000.

Da quel momento aveva costruito un percorso professionale articolato, passando dalla redazione ai reportage, fino alla conduzione di diverse rubriche e delle edizioni del telegiornale.

Il debutto davanti alle telecamere era arrivato nel 2005 con la rubrica Tg2 Mistrà. Successivamente aveva condotto Tg2 Costume e Società e le edizioni del fine settimana del telegiornale. Una parte significativa della sua attività si era svolta anche nella redazione Esteri, per la quale aveva realizzato servizi e reportage dedicati a fatti e scenari internazionali.

Nel maggio 2025 era arrivata la nomina a caporedattrice della redazione Scienze, un incarico che aveva valorizzato ulteriormente il suo interesse per la divulgazione e per i temi legati alla ricerca e alla conoscenza.

La passione per la scrittura e il riconoscimento del Premio Asimov Junior

Accanto all’attività giornalistica, Ruggeri aveva coltivato negli anni una costante passione per la scrittura. La sua produzione comprendeva romanzi, reportage e opere di divulgazione, attraverso i quali raccontava vicende reali, esperienze personali e storie capaci di mettere in relazione la cronaca con le grandi questioni della società.

Tra i suoi libri figurano La lista di carbone, Dall’Inferno si ritorna e I dannati, opere nelle quali emergeva la sua attenzione per le persone e per le realtà incontrate nel corso del lavoro giornalistico.

Nel febbraio 2026 era stato pubblicato Ferdinand Porsche. Un genio capace di sognare, per Giorgio Nada Editore, un racconto dedicato alla vita del celebre progettista automobilistico.

Un altro importante riconoscimento era arrivato con Jane Goodall, io e gli scimpanzé, pubblicato da Editoriale Scienza. Il libro aveva ricevuto il Premio Asimov Junior, attribuito attraverso le letture e le recensioni degli studenti delle scuole secondarie di primo grado.

Un risultato significativo, che testimoniava la capacità di Ruggeri di avvicinare i più giovani alla scienza attraverso storie coinvolgenti e figure capaci di trasmettere valori importanti. Tra queste, Jane Goodall, la celebre primatologa il cui lavoro aveva rappresentato per la giornalista una fonte d’ispirazione fin dalla giovinezza.

L’impegno per gli animali e la difesa dell’ambiente

L’amore per la natura non era soltanto un tema affrontato nei suoi servizi e nei suoi libri, ma una componente centrale della sua vita.

Christiana Ruggeri aveva fondato e presieduto per vent’anni la onlus Il Rifugio delle Code Felici, impegnata nella lotta al randagismo e nella tutela degli animali. Un’attività portata avanti con dedizione, che si affiancava agli impegni professionali nel servizio pubblico.

Era inoltre vicepresidente di Greenaccord, associazione attiva nella promozione dell’informazione e della sensibilizzazione sui temi ambientali.

Grande appassionata di fotografia, aveva dedicato particolare attenzione al rapporto tra esseri umani, animali e ambiente, affrontando queste tematiche anche attraverso la divulgazione rivolta ai ragazzi.

Il suo lavoro raccontava così una sensibilità che andava oltre la professione giornalistica, mettendo al centro il rispetto per la natura e la necessità di proteggere le forme di vita più vulnerabili.

Il cordoglio di Unirai Figec e il legame con il Friuli Venezia Giulia

A ricordare la giornalista è intervenuta anche Unirai Figec, che, nel messaggio riportato da Leggo, ha espresso vicinanza alla redazione del Tg2 e alla famiglia, con un pensiero particolare rivolto alla figlia.

Nel messaggio di cordoglio vengono ricordati il percorso professionale di Ruggeri, la sua sensibilità verso le questioni sociali e il suo profondo amore per gli animali.

La nota richiama inoltre il legame con il Friuli Venezia Giulia, territorio al quale la giornalista aveva recentemente dedicato una puntata di Tg2 Dossier, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.

Un lavoro che si inseriva nel solco di un’attività giornalistica caratterizzata dalla volontà di approfondire la realtà, raccontare le persone e dare spazio a temi di interesse collettivo.

Una carriera tra informazione, cultura e sensibilità sociale

La scomparsa di Christiana Ruggeri lascia un vuoto nel mondo del giornalismo televisivo e in quello della divulgazione scientifica. Nel corso di oltre venticinque anni al Tg2 aveva attraversato ambiti diversi dell’informazione, dalla cronaca internazionale alla conduzione, fino all’approfondimento scientifico.

Alla professionalità aveva affiancato un impegno concreto per la tutela degli animali, la difesa dell’ambiente e la diffusione della conoscenza tra le nuove generazioni.

Un percorso nel quale giornalismo, scrittura e sensibilità personale si erano intrecciati, restituendo il ritratto di una professionista attenta alle storie del mondo e alle sfide del nostro tempo.

Il cordoglio dei colleghi e delle persone che ne hanno condiviso il cammino accompagna il ricordo di una giornalista che aveva fatto dell’informazione e dell’impegno civile due dimensioni inseparabili della propria attività.