Con la sua scomparsa, il giallo di Trieste perde uno dei suoi protagonisti più discussi e carismatici, ma il suo lascito resta nelle carte processuali e in quella poesia d’addio che Liliana gli aveva inviato, un testamento affettivo che continuerà a pesare sull’esito finale delle indagini. Sterpin, negli anni, era diventato un volto familiare per molti triestini. Interviste, interventi pubblici, testimonianze: la sua determinazione lo aveva reso una presenza costante nel dibattito cittadino e mediatico. Un uomo che non aveva mai arretrato di fronte alle domande, alle riflessioni, alla necessità di mantenere viva l’attenzione. Non solo impegno civile. Claudio Sterpin era conosciuto anche per il suo legame con il mondo sportivo e per una personalità energica e poliedrica. Dalla divisa da bersagliere alla passione per la maratona, fino alla lunga carriera lavorativa, la sua figura raccontava una traiettoria intensa, vissuta sempre con carattere e identità.
È deceduto Claudio Sterpin, l’amico di Liliana Resinovich

Il silenzio è calato definitivamente su una delle voci più tenaci di questa lunga, tormentata ricerca. In un mattino che pareva simile a molti altri, si è spenta l’esistenza di un uomo che aveva fatto della memoria la sua unica missione.Il velo di normalità che avvolgeva la sua quotidianità si è strappato all’improvviso, lasciando un vuoto che risuona tra le strade di una città ancora in cerca di risposte.
Era l’ultimo testimone di un sentimento rimasto sospeso, intrappolato tra le maglie di un mistero che non ha mai smesso di tormentarlo.Con il passare dei giorni, il suo volto era diventato un’icona di resistenza, il simbolo di chi non accetta la versione più comoda della realtà.
Ogni sua parola era un tassello aggiunto a un mosaico complesso, un tentativo di ricostruire un futuro spezzato che lui continuava a vedere nitido davanti a sé.Negli ultimi tempi, la sua b*ttaglia era diventata ancora più serrata, quasi sentisse il bisogno di accelerare il passo contro un tempo che stava per scadere. Non cercava solo la cronaca, ma una giustizia che restituisse dignità a un legame profondo, spezzato nel modo più assurdo.Il suo addio giunge in un momento cruciale, mentre le indagini tentano ancora di fare luce su quelle ombre che lui aveva cercato di dissipare con ogni sua dichiarazione.
Una scomparsa che non è solo un fatto privato, ma un colpo di scena amaro per chiunque abbia seguito la sua l*tta.Proprio ora che la verità sembrava a un passo dal manifestarsi, il destino ha deciso di chiudere il sipario sulla sua vita, lasciando dietro di sé una domanda inquietante che attende ancora una risposta definitiva. Nella pagina successiva tutti i dettagli dell’accaduto.
La notizia della m*rte di Claudio Sterpin, l’amico speciale e confidente di Liliana Resinovich, scuote profondamente la città di Trieste e l’intera opinione pubblica che per anni lo ha visto come l’anima della contestazione alla tesi del s*icidio.L’uomo, 86 anni, si è spento lasciando irrisolta la sua b*ttaglia più grande: vedere riconosciuta la verità sulla fine di Liliana, la donna con cui sognava di rifarsi una vita e che era stata trovata priva di vita nel gennaio del 2022 nel bosco dell’ex ospedale psichiatrico.
Sempre in prima linea durante le trasmissioni televisive e nei corridoi del Tribunale, Sterpin non aveva mai smesso di puntare il dito contro le lacune dell’inchiesta, entrando spesso in aperto contrasto con il marito della donna, Sebastiano Visintin.Proprio recentemente, il caso aveva subito una nuova accelerazione con la decisione della Procura di indagare Visintin, un atto che Sterpin aveva accolto come un segnale di speranza verso quella risoluzione che oggi, purtroppo, non potrà vedere con i propri occhi.
Nonostante l’età avanzata, la sua lucidità era rimasta intatta, come dimostrato durante l’ultimo i*cidente probatorio in cui aveva ribadito ogni dettaglio della sua relazione con Liliana, convinto che la donna fosse stata v*ttima di un’a*gressione premeditata.