“Drone russo sulla capitale”. Terrore in Europa, adesso è arrivato l’annuncio
Un allarme improvviso ha riportato la tensione sui cieli della Lituania. Nella mattinata di venerdì 3 ottobre, le autorità hanno rilevato un oggetto volante non identificato nello spazio aereo del Paese e hanno attivato le procedure di sicurezza. Per alcuni minuti la situazione è apparsa sufficientemente seria da spingere le autorità a lanciare un avviso alla popolazione, mentre i caccia impegnati nella sorveglianza dello spazio aereo baltico venivano fatti decollare.
L’allerta è scattata intorno alle 9.40 ora locale. Il Centro nazionale per la gestione delle crisi ha diffuso un messaggio ai cittadini invitandoli a individuare un luogo sicuro, a mantenere le distanze da eventuali oggetti sospetti e a contattare il numero di emergenza 112.
Nel frattempo, lo spazio aereo controllato dell’aeroporto di Vilnius è stato temporaneamente chiuso e i caccia della Nato sono stati inviati per individuare e identificare l’oggetto.
L’oggetto non è stato identificato con certezza
La prima ipotesi presa in considerazione dalle autorità era quella di un possibile drone. Secondo il Centro nazionale per la gestione delle crisi, infatti, alcuni dei parametri rilevati apparivano compatibili con un velivolo senza pilota.
Tuttavia, nelle ore successive è emerso un elemento importante: l’oggetto non era stato identificato definitivamente. Il responsabile del Centro nazionale per la gestione delle crisi, Vilmantas Vitkauskas, ha spiegato che erano arrivate anche segnalazioni di cittadini che sostenevano di aver visto un oggetto dirigersi verso l’area di Jonava, ma tali testimonianze non erano state confermate dai sistemi di difesa aerea. Non veniva inoltre esclusa l’ipotesi che il segnale potesse essere stato provocato da uno stormo di uccelli.
Anche per questo motivo, parlare di un’incursione di un drone come fatto definitivamente accertato sarebbe prematuro.
L’aeroporto di Vilnius fermato temporaneamente
L’allarme ha avuto conseguenze immediate anche sul traffico aereo. L’aeroporto internazionale di Vilnius ha temporaneamente interrotto le operazioni nello spazio aereo controllato, mentre i caccia della Nato si sono alzati in volo per verificare la situazione.
L’allerta è stata successivamente revocata e la situazione è tornata alla normalità. Le autorità hanno quindi potuto interrompere le misure straordinarie adottate durante la fase di emergenza.
L’episodio, tuttavia, ha mostrato ancora una volta quanto sia elevata l’attenzione nei Paesi baltici, soprattutto dopo una serie di incidenti che negli ultimi mesi hanno coinvolto oggetti e droni nei pressi dello spazio aereo della Nato.
Il precedente di settembre
Quello di oggi non è infatti il primo episodio di questo tipo registrato in Lituania. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre un drone aveva effettivamente violato lo spazio aereo lituano. In quell’occasione il velivolo era stato identificato e neutralizzato da Eurofighter dell’Aeronautica militare italiana impegnati nella missione di difesa aerea della Nato da Zokniai.
Le autorità lituane avevano successivamente individuato i resti del drone e un ordigno esplosivo che il velivolo trasportava. Secondo i dati preliminari diffusi dal ministero degli Esteri di Vilnius, il drone era entrato dalla direzione della Bielorussia. L’indagine per stabilirne origine, appartenenza e possibile obiettivo è tuttora un elemento centrale per le autorità.
Il precedente rende quindi particolarmente sensibile ogni nuovo allarme nei cieli lituani.
La tensione sul fianco orientale della Nato
L’episodio si inserisce in un quadro di crescente attenzione alla sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza Atlantica. La guerra in Ucraina ha aumentato la pressione sui Paesi confinanti con la Russia e la Bielorussia, mentre le autorità europee hanno più volte denunciato il rischio di attività ibride e di violazioni dello spazio aereo.
L’Unione europea ha inoltre adottato nuove misure contro soggetti legati all’apparato militare russo e ha collegato tali provvedimenti anche alle attività ibride attribuite a Mosca in Europa.
In questo contesto, ogni oggetto non identificato che attraversa o si avvicina allo spazio aereo di un Paese Nato viene sottoposto a procedure di controllo particolarmente rigorose.
Un’ora di paura, poi il cessato allarme
La sequenza di questa mattina racconta dunque una situazione durata relativamente poco, ma sufficiente a provocare un’immediata mobilitazione.
Prima l’avvistamento e l’allerta, poi i messaggi inviati ai cittadini, la chiusura temporanea dell’area controllata dell’aeroporto e il decollo dei caccia Nato. Infine, il cessato allarme.
Resta da chiarire quale fosse realmente l’oggetto rilevato e quale ne fosse l’origine. Per il momento, le autorità lituane non hanno fornito una conferma definitiva che si trattasse di un drone né hanno stabilito con certezza la provenienza.
Una cosa, però, appare evidente: nei cieli del Baltico anche un segnale incerto può essere sufficiente per far scattare in pochi minuti un dispositivo di sicurezza militare. E, sul confine orientale dell’Europa, l’attenzione resta altissima.