“Derisi sul web”. Così i talebani giustiziano il comico

“Derisi sul web”. Così i talebani giustiziano il comico

25 Agosto 2021 Off Di Admin

Sta provocando scandalo in Afghanistan e in tutto il mondo, tra grida di sdegno e di rabbia, la scoperta del video dell’esecuzione, da parte dei talebani, di Nazar Mohammed, meglio conosciuto come Khasha Zwan, comico e TikToker anti-jihadisti. L’artista, noto sul web per le sue canzoni e balletti satirici diretti soprattutto contro i miliziani islamisti, era stato ucciso dagli studenti coranici alla fine di luglio a Kandahar, dopo che quella città era caduta in mano ai jihadisti. Ma soltanto adesso è venuto alla luce la clip che immortala i suoi ultimi istanti di vita.

Nelle immagini in questione, girate poche ore prima dell’esecuzione, si vede innanzitutto Nazar che continua a deridere i talebani nonostante lo stiano trascinando via da casa per fucilarlo. Il comico viene quindi fatto sedere in un’auto e, vicino a lui, si posizionano due guardie talebane armate; nonostante la situazione Nazar ha trovato modo di esprimere la sua comicità continuando a fare battute sui miliziani anche essendo sorvegliato a destra e a sinistra da uomini armati. L’uomo alla destra del condannato, spazientendosi per la sua sfrontatezza e l’irriverenza di quest’ultimo, ha alla fine reagito schiaffeggiandolo, mentre la guardia seduta a sinistra si è invece messa a ridere per tutto il viaggio in macchina, prima di cambiare minacciosamente la sua pistola con un’arma da fuoco ancora più grande.

Alla fine, l’artista anti-talebani è stato giustiziato mediante diversi a colpi di arma. Secondo alcuni rapporti, vi sarebbero delle foto che mostrerebbero Nazar, dopo l’esecuzione, “sdraiato a terra con la gola tagliata”. Oltre che per i suoi video ironici sui jihadisti, il comico citato era finito nel mirino delle milizie radicali anche per il suo passato da agente della polizia regolare afghana e in tale veste, sostenevano i suoi carnefici, avrebbe partecipato a “torture e uccisioni di talebani” a Kandahar.

I talebani hanno inizialmente negato il loro coinvolgimento nella morte della star, salvo ammettere in seguito la propria responsabilità e confermare che i due uomini armati seduti in auto a fianco al condannato erano loro affiliati. Il movimento islamico radicale ha però precisato in seguito che quegli stessi carnefici sono stati arrestati con l’accusa di avere ucciso un condannato senza che prima venisse celebrato un regolare processo davanti a un tribunale talebano.