De Luca, parole durissime contro Siher: “Ecco cos’è”

“L’Italia è diventata ormai un grande cabaret”. Così il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca apre due video sul caso Youssef Siher, accusato di essere ‘la mente’ dietro il movimento nato dopo gli scontri del 17 ottobre e poi scarcerato dal Gip di Milano.

Nel primo video, dal titolo ‘Da Che Guevara a Youssef Siher: non ci sono più le mezze stagioni e i rivoluzionari di un tempo’, De Luca attacca duramente l’immagine del giovane: “Ci arriva un’immagine. In questo caso l’Autorità Garante per la Privacy è stata silente. Abbiamo visto immagini diffuse a migliaia e tutti zitti. L’Autorità Garante per la Privacy in Italia si interessa solo di quelli che vanno a sversare i rifiuti di notte”.

Poi l’affondo: “Ci si presenta Youssef. Cioè abbiamo visto una testa di sedano, diciamo così, dietro una faccia da pirla, con due baffetti a coda di topo appesi al nulla. Non vi racconto la mia delusione. Ho visto questo tipo tutto denutrito, deperito, emaciato, macilento. Ma che è questa cosa?”.

Il paragone con il passato: “Io avevo ancora in testa le immagini di tanti anni fa che ci hanno accompagnato nella nostra gioventù. Avevo ancora l’immagine affascinante di Che Guevara, avevo ancora in testa il canto che accompagnava l’immagine di Che Guevara, i celebri versi in spagnolo di ‘Hasta Siempre’. Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Ci dobbiamo definitivamente convincere che i tempi sono cambiati. Non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma non ci sono più neanche i rivoluzionari: abbiamo queste mezze pippe”.

E ancora: “Bene che sia stato liberato questo soggetto denutrito, malnutrito, emaciato. Io ho pensato che se stava un’altra giornata al buio lì, questo ci rimaneva sotto. Non lo avremmo più trovato, sarebbe evaporato per come l’ho visto trasparente”. Poi l’avvertimento ai ragazzi: “State attenti, perché come rivoluzionario è una mezza pippa, ma questo non vuol dire che non sia un soggetto pericoloso. È uno degli eredi, dei nipotini di quel personaggio di Pirandello che si chiamava Rosario Chiarchiaro. Pericoloso non per la carica rivoluzionaria, ma per il potere occulto di cui è dotato. Non lo invitate alle manifestazioni. Con questo passate un guaio, è sicuro”.

Il secondo video: “Rispettare la decisione del magistrato”
Qualche ora dopo De Luca torna sul tema: “Dobbiamo rispettare la decisione del magistrato che ha liberato Youssef Siher. La scelta da fare era molto semplice: se condannare per imbecillità e per irresponsabilità un giovanotto, o perché responsabile in maniera chiara di reati e delitti precisi. Il magistrato ha valutato che questo secondo aspetto non era garantito e non era chiaro. In un Paese civile, quando non vi sono prove certe di una responsabilità penale, non si va in galera. Se lo accusi di terrorismo e non ci sono prove di questo legame diretto con il terrorismo, si prendono le decisioni prese dal GIP di Milano, che vanno rispettate. Punto”.

Ma aggiunge: “In un Paese civile bisogna anche garantire che chi va a lavorare la mattina in un negozio sia rispettato e non sia aggredito. In un Paese civile non si tollera che bande di delinquenti vadano a fare furti nei negozi. Nessuno si permette di aggredire con i martelli, con le spranghe, con le pietre, con le bombe carta poliziotti, carabinieri e Guardia di Finanza”. E conclude: “Se non è stata individuata una colpa specifica per il reato di terrorismo, dobbiamo rispettare le decisioni del magistrato. Ma questo non significa che siamo di fronte a una persona rispettabile, perché la quantità di bestialità che ha scritto online questo signore è veramente intollerabile. Intollerabile”.