Covid, nuova variante Cicada: cos’è, i sintomi e quali sono i rischi. Pregliasco: “Rimarrà per anni”

Una nuova mutazione del SARS-CoV-2, denominata BA.3.2 e soprannominata “Cicada”, sta attirando l’attenzione della comunità scientifica mondiale. Questo ceppo appartenente alla famiglia di Omicron si sta diffondendo con crescente rapidità, in particolare negli Stati Uniti, dove i primi casi sono stati individuati a giugno 2025. L’allarme nasce dalle caratteristiche di questa variante, caratterizzata da un elevato numero di mutazioni genetiche, che potrebbero influenzare la trasmissibilità e il modo in cui il sistema immunitario la riconosce.
Le caratteristiche della variante Cicada
Identificata per la prima volta in Sudafrica a fine 2024, la variante BA.3.2 ha iniziato a circolare silenziosamente nel corso degli ultimi mesi del 2024. Solo nel 2025 si sono accentuate le sue tracce, portandola ad essere tra le varianti sotto osservazione continua. La sua peculiarità più evidente è l’enorme numero di mutazioni – tra le 70 e le 75 – concentrate soprattutto sulla proteina Spike, quella struttura che il virus utilizza per penetrare nelle cellule umane. Questa mutazione potrebbe rendere più difficile per il sistema immunitario riconoscere eNeutralizzare il virus, favorendo una maggiore diffusione.
Impatto sulla risposta immunitaria e sulla vaccinazione
Nonostante le mutazioni, gli esperti sottolineano che i vaccini attualmente in uso, sviluppati sulla base del lignaggio JN.1, continuano a offrire una protezione significativa contro le forme gravi di COVID-19. Tuttavia, la risposta immunitaria potrebbe risultare meno immediata, lasciando spazio a un aumento dei contagi. La variante Cicada rappresenta comunque un esempio di come il virus si stia evolvendo, adottando un meccanismo di mutazione rapida che permette di adattarsi alle nuove condizioni ambientali e immunitarie.
Diffusione e scenario globale
Nel 2025, il virus ha iniziato a mostrare dimensioni internazionali: a febbraio 2026, sono stati rilevati casi in 23 Paesi. Negli Stati Uniti, il primo caso e stato identificato in un viaggiatore a giugno 2025, e successivamente il virus è stato rinvenuto anche nelle acque reflue e tra i pazienti di diversi Stati, confermando una circolazione attiva sul territorio. La capacità del virus di mutare rapidamente lo rende particolarmente difficile da contenere, perpetuando il rischio di nuovi focolai.
Rischi e misure di prevenzione
Al momento, non ci sono indicazioni che la variante Cicada provochi forme cliniche più gravi rispetto alle altre varianti recenti. Tuttavia, la sua diversità genetica potrebbe favorire un incremento dei contagi, specialmente in una popolazione con una copertura immunitaria variabile. Per questo motivo, continuano a essere fondamentali le misure di prevenzione: l’uso corretto delle mascherine, l’igiene delle mani, il mantenimento delle distanze e il rispetto delle regole sanitarie. Resta inoltre raccomandata la vaccinazione, in particolare con il richiamo booster, per proteggere le categorie più vulnerabili.
Il parere degli esperti: il virus diventa endemico
Il virologo Fabrizio Pregliasco commenta l’evoluzione del virus, affermando che “l’emergere di nuove varianti non è una sorpresa. Il SARS-CoV-2 ormai è considerato un virus endemico, come l’influenza, con cicliche ondate di contagi”. La sua continua capacità di mutare rappresenta un vantaggio evolutivo, permettendo al virus di adattarsi e mantenere la propria diffusione, anche se generalmente con quadri clinici meno severi rispetto ai primi anni della pandemia.
Dibattito pubblico e social
Le dichiarazioni di Pregliasco hanno alimentato un acceso dibattito sui social, con reazioni contrastanti. Alcuni utenti evidenziano come la gestione del Covid-19 debba essere equilibrata, sostenendo l’importanza di strategie vaccinali aggiornate e di un atteggiamento di prudenza, mentre altri manifestano scetticismo riguardo alla necessità di richiami periodici e alla gestione futura dell’emergenza. La discussione sottolinea come, a distanza di anni dall’inizio della pandemia, il tema della convivenza con il virus continui a dividere l’opinione pubblica a livello internazionale.
