Coronavirus, Meluzzi: «Si spendono soldi per i barconi e non si spendono per i letti d’ospedale»


Alessandro Meluzzi non minimizza sull’emergenza-coronavirus. A Quarta Repubblica, il programma di Nicola Porro in onda su Rete 4 il professore infatti snocciola un dato inquietante. Il medico psichiatra, noto opinionista televisivo, ha ancora una volta evidenziato quelli che potrebbero essere i rischi di un fenomeno virale che rischia di mettere al collasso la ricettività del sistema sanitario nazionale.

Coronavirus, l’allarme di Meluzzi

«Noi – dice – andiamo verso una situazione dove abbiamo il 20% di persone che andranno incontro a un ricovero in rianimazione». Il rischio che il coronavirus possa aumentare considerevolmente come fenomeno virale è concreto. Qualora ci si trovasse con tanti malati obbligati ad andare in terapia intensiva, il sistema sanitario nazionale potrebbe non avere strumenti sufficienti a contrastare l’emergenza.

Il paradosso italiano

Meluzzi ha posto, quindi, l’accento sul fatto che l’Italia oggi si trova con il paradosso di avere strutture insufficienti a fronteggiare il problema, a fronte di grandi spese sull’accoglienza dei migranti. «Ma che Paese è quello che spende milioni in barconi e non spende per i letti e le rianimazioni, lasciando gli italiani nella me***». Già in una precedente puntata Meluzzi era intervenuto sull’emergenza coronavirus. E aveva osservato: «I confini, come le membrane per le cellule, servono a sopravvivere. Non è questione di razzismo. Il problema non è questo, ma quello di fermare virus e batteri».

Solo 5mila posti letto

In Italia sono disponibili poco più di cinquemila posti letto per la terapia intensiva e oltre mille per quella neonatale. Circa il 10 per cento dei pazienti colpiti da Covid-19 richiede proprio questo tipo di assistenza, nello specifico per la ventilazione artificiale. A causa dell’elevata contagiosità del patogeno il rischio “saturazione” è dunque molto alto.