Coronavirus, Fdi trascina il governo in tribunale per il piano segreto sull’epidemia: “Nulla da nascondere? Dateci il documento”


 

Il governo finisce in Tribunale. A trascinarlo sono i deputati di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami e Marcello Gemmato. Alla base del contenzioso c’è il famoso “Piano nazionale anti-Covid”. Come spiega il Giornale nella sua ricostruzione, tutto inizia ad aprile con Andrea Urbani, dirigente del ministero della Salute e membro del Cts, che rilascia un’intervista al Corriere della Sera, in cui assicura che nelle prime fasi dell’emergenza tutti si sono attenuti ad un “piano secretato” ben preciso. Piano che conteneva numeri da paura sui contagi. Ma, a parte governo e Cts, nessuno ne sa nulla. I governatori protestano e i media chiedono spiegazioni a Roberto Speranza, che però parla di semplice “studio di previsione”.

Il ministro della Salute insiste poi, anche nei mesi successivi, sul fatto che non esista un vero e proprio piano di risposta all’emergenza. Ma viene smentito poco dopo dal Corriere, che pubblica un documento dal titolo “Piano nazionale sanitario in risposta a un’eventuale emergenza pandemica da Covid-19”. Il documento, approvato il 2 marzo, viene citato più volte nei verbali del Cts e contiene indicazioni su come reagire a un possibile contagio. Il governo però assicura di non averlo secretato e che la riservatezza è stata richiesta dal Cts. Infatti né i presidenti di Regione né i parlamentari sanno nulla.

Ad aprile e ad agosto anche Bignami e Gemmato fanno un accesso agli atti per ottenere il famoso piano citato da Urbani, ma non hanno successo. “Non ci hanno neppure risposto”, spiega Bignami al Giornale.it. Scaduti i termini di 30 giorni, entro cui la pubblica amministrazione dovrebbe rispondere ad un accesso civico, i parlamentari decidono di avviare il ricorso al Tar. “Se hanno qualcosa da nascondere dovranno dirlo. Se non hanno nulla da nascondere, dovranno darci il documento. Portiamo il governo in Tribunale – dice il deputato di FdI – perché non è ammissibile che nasconda dati, informazioni, notizie su cui poi impone agli italiani Dpcm su Dpcm con misure a dir poco discutibili”. Le opzioni, secondo Bignami, sono solo due: “O il Piano al ministero non lo hanno, e allora è pure peggio”, oppure ai due deputati arriverà lo stesso atto pubblicato dal Corriere, “Se lo hanno consegnato prima ai giornalisti di area che ai deputati è grave, perché siamo noi ad essere chiamati a votare in nome e per conto del popolo italiano”.

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