Conte risponde a Schlein sulla scelta del candidato premier: “Nessuna alternativa a primarie”
Si riaccende il confronto nel centrosinistra sulla scelta del candidato alla guida della coalizione. Dopo le parole di Elly Schlein, che ha indicato due possibili strade — la candidatura della segretaria del Partito Democratico oppure il ricorso alle primarie — è arrivata la replica di Giuseppe Conte.
Il presidente del Movimento 5 Stelle, intervenendo a Frosinone, ha interpretato le dichiarazioni della segretaria dem come una sostanziale apertura alla consultazione tra gli elettori.
«Per la leader del Pd ci sono solo due strade: o la candidata premier è lei oppure ci sono le primarie? Allora credo non ci siano altre strade se non le primarie», ha dichiarato Conte.
Conte insiste sulla partecipazione
Per il leader del Movimento 5 Stelle, le primarie rappresenterebbero lo strumento attraverso il quale affidare agli elettori la scelta della leadership della coalizione.
«Dobbiamo sempre preferire la direzione di una partecipazione democratica», ha affermato Conte, ribadendo una posizione che il M5S sostiene da mesi. Già nei mesi scorsi, infatti, Conte aveva indicato le primarie come possibile metodo per individuare il candidato della coalizione, pur sottolineando la necessità di arrivare prima a un programma condiviso.
Il tema resta quindi uno dei principali punti di confronto tra le forze che stanno discutendo la costruzione di un’alleanza alternativa alla maggioranza guidata da Giorgia Meloni.
Il nodo del peso dei partiti
Nel suo intervento Conte ha inoltre risposto alle parole di Schlein sul peso delle diverse forze politiche all’interno della coalizione.
La segretaria del Pd ha rivendicato il ruolo del suo partito come principale forza dell’opposizione e ha sostenuto che, nella costruzione dell’alleanza, non si possa applicare semplicemente il principio secondo cui «uno vale uno». Il tema riguarda sia la definizione del programma sia il percorso per individuare la leadership.
Conte ha invece rilanciato una diversa interpretazione dello stesso concetto: «Per me uno vale uno significa che contano i cittadini».
Guerra, riarmo e priorità interne
Nel suo intervento il presidente del M5S ha collegato il tema della partecipazione anche alle principali questioni di politica estera e interna.
Conte ha sostenuto che, secondo la posizione del Movimento, i cittadini dovrebbero avere un ruolo centrale nelle decisioni relative alla guerra e alle spese militari. Ha inoltre richiamato la necessità di destinare maggiori risorse a sanità, scuola, asili nido e istruzione.
La politica estera, in particolare il sostegno all’Ucraina e il tema del riarmo, rappresenta uno dei punti sui quali le posizioni tra le diverse forze del centrosinistra non coincidono. Il M5S ha mantenuto una linea critica rispetto all’aumento delle spese militari e ha chiesto una maggiore attenzione alla ricerca di soluzioni negoziali.
Il confronto sulla leadership
La questione della leadership resta dunque aperta. Nel Partito Democratico, nelle ultime settimane, sono emerse posizioni secondo cui la guida della coalizione potrebbe spettare al partito più votato oppure essere stabilita attraverso le primarie.
Schlein, nella relazione alla Direzione nazionale del Pd del 2 ottobre, ha ribadito la volontà del partito di candidarsi alla guida dell’alleanza e del Paese. «Siamo un gruppo dirigente che dirige e che non si fa portare a spasso da nessuno», ha affermato la segretaria dem.
Conte, invece, legge le due possibilità indicate dalla segretaria come un percorso che, nel caso non venga indicata direttamente Schlein, dovrebbe passare necessariamente dalle primarie.
Il campo largo guarda al programma
La scelta del candidato premier non è però l’unico dossier sul tavolo. Le forze dell’opposizione devono ancora definire una piattaforma programmatica comune su numerosi temi, dalla politica economica alla sanità, dal lavoro alla politica estera.
Conte ha ribadito la necessità di lavorare in una prospettiva unitaria, invitando le diverse forze politiche a collaborare alla costruzione dell’alternativa.
Il confronto tra Pd e M5S resta quindi aperto sia sulle regole per la scelta della leadership sia sui contenuti del futuro programma. Le primarie, sostenute con particolare insistenza da Conte, rappresentano al momento uno dei principali nodi da sciogliere nel percorso verso la definizione della coalizione.