“COME GIULIA TRAMONTANO”. LA NOTIZIA SULLA RAGAZZA INCINTA DI 7 MESI POCO FA

 

Sono passati solo pochi giorni dal tragico epilogo legato alla scomparsa di Giulia Tramontano, splendida ragazza campana, originaria di Sant’Antimo che, per diversi giorni, abbiamo cercato disperatamente, con la speranza di poter ritrovare in vita. Purtroppo sappiamo tutti com’è andata a finire la sua storia.

Sin da quando di lei si sono perse le tracce, gli italiani sono rimasti con il fiato sospeso, anche perché, oltre a Giulia, c’era il suo piccolino, il maschietto che portava in grembo da sette mesi, il piccolo Thiago, da salvare. Il suo destino era già stato deciso e proprio da colui con cui conviveva.

Il suo corpo senza vita è stato fatto ritrovare, buttato in un‘intercapedine, ai carabinieri proprio da Alessandro Impagnatiello, il 30enne, barman, suo fidanzato, nonché padre del figlio che sarebbe nato.

Nel corso della notte del 1° giugno, il barman ha confessato il femminicidio della giovane compagna. Impagnatiello, che lavorava per prestigiosi locali del capoluogo lombardo, è stato subito arrestato ed è indagato per l’ipotesi di reato di omicidio volontario, occultamento del corpo e interruzione della gravidanza.

Attualmente il reo-confesso si trova rinchiuso a San Vittore, a Milano, in una cella per i detenuti ‘a rischio al quinto raggio’. Proprio come Giulia Tramontano, un altro uomo ha aggredito la ragazza, incinta al settimo mese.

Il femminicidio di Giulia Tramontano ha sconvolto l’Italia intera, invitando ad una doverosa riflessione su una piaga sempre più dilagante nella nostra società. La povera 29enne, originaria di Sant’Antimo, è stata freddata con 34 coltellate, inferte da colui che amava e con il quale avrebbe tanto voluto costruire una famiglia; colui che aveva una relazione parallela da un anno e mezzo, che Giulia aveva scoperto.

La ragazza, a breve, sarebbe diventata madre del piccolo Thiago ma questa gioia le è stata strappata dall’uomo di cui era follemente innamorata, che ha persino tentato, per due volte, di darle fuoco.  Proprio come Giulia ma con un finale, fortunatamente diverso, un’altra giovane donna, incinta di 7 mesi, è stata ferita al collo dal compagno che ed è fuggito via ma è finito poco dopo in manette. I fatti risalgono a ieri, domenica 25 giugno dove a Roma, in via dei Due Ponti, al culmine di un fortissimo litigio, l’uomo ha accoltellato la propria compagna.

Il parallelismo con Giulia Tramontano è inevitabile ma, l’epilogo, è stato, per fortuna, differente in quanto la donna, una 32enne italiana, non ha riportato ferite fatali e l’autore dell’aggressione, un cittadino tunisino 42enne, questa notte, è stato rintracciato e fermato dagli agenti della Squadra Mobile. La magistratura sta vagliando attentamente la posizione dell’aggressore su cui pende una gravissima accusa: quella di tentato omicidio.

Stando alle informazioni diramate a mezzo stampa, la donna e il piccolo che porta in grembo sono fuori pericolo. Ma c’è dell’altro. Sempre dalla stampa, apprendiamo che il condominio in cui si è verificato il tentato femminicidio, quello che ha rischiato di comparire sulle prime pagine di cronaca come un fac-simile del caso di Senago, andando ad accrescere la lunga lista di donne, strappate alla dimensione terrena, per mano di chi avrebbe dovuto amarle e proteggerle, a pochi passi da via Cassia, è pieno di degrado e povertà.

Al suo interno ci sono diversi immobili occupati e il 27 aprile scorso, i poliziotti del commissariato Flaminio Nuovo avevano eseguito diversi arresti per spaccio di droga nell’operazione “Tabula rasa”.