Chi era Nereo Greggio, il padre di Ezio scampato ai nazisti

 

Era il 25 gennaio 2018 quando Striscia la Notizia dava l’addio a Nereo Greggio, padre di Ezio, scomparso a 95 anni.

Di lui non si sapeva molto, fino a che non è esploso il caso della cittadinanza onoraria concessa a Greggio da parte del Comune di Biella. Decisione, approvata con una delibera della Giunta, che ha fatto scalpore essendo arrivata pochi giorni dopo il no del sindaco Claudio Corradino a un analogo riconoscimento per Liliana Segre, la senatrice a vita a cui è stata concessa la scorta dopo le centinaia di messaggi di odio razziale ricevuti via social.

Finito suo malgrado nel calderone, Greggio ha preferito rinunciare alla cittadinanza biellese “in nome del “rispetto nei confronti della senatrice Liliana Segre, per tutto ciò che rappresenta, per la storia, i ricordi e il valore della memoria”. Aggiungendo che “non è una scelta contro nessuno, ma una scelta a favore di qualcuno, anche per coerenza e rispetto a quelli che sono i miei valori, la storia della mia famiglia e a mio padre che ha trascorso diversi anni nei campi di concentramento”.

Una storia tutta italiana, di coraggio e amore per la patria. Di papà Nereo, Ezio Greggio ha sempre parlato poco. Ma quando l’ha fatto, ha voluto raccontare a tutti le sue imprese. Una volta, il conduttore di Striscia aveva detto: “Mio padre Nereo ha 93 anni, ma non li dimostra, ha combattuto per il nostro Paese e ha passato tre anni nei campi di concentramento, ha lottato tra la vita e la morte, salvato le persone deboli”. Soldato in Grecia durante la seconda guerra mondiale, si era rifiutato di tornare in Italia per combattere i partigiani. Decisione che gli era costata la deportazione e la reclusione in un campo di concentramento in Germania, dove trascorse tre lunghi anni prima della liberazione e il ritorno a Cossato (Biella), cittadina dove Ezio sarebbe nato nel 1954.

Fin dall’infanzia, l’attore comico di trasmissioni cult della tv italiana come Drive In si è fatto raccontare dal papà gli anni della guerra. “Potrei realizzare dieci film sulle sue narrazioni”, ha confessato Ezio Greggio che, non a caso, ha preso ispirazione da questi racconti per tratteggiare il suo personaggio nel film “Il papà di Giovanna”, di Pupi Avati. Film dove Greggio, unica volta in carriera, ha interpretato un ruolo drammatico, quello di un commissario della polizia fascista: “Da papà ho imparato tutto, anche l’ironia, perché l’umorismo lo aveva accompagnato fino all’ultimo giorno”.

Quando, mentre Ezio partecipava ai suoi funerali, Michelle Hunziker e Gerry Scotti lo salutavano con un commovente “Ciao Nereus”, espressione che Greggio si lasciava spesso scappare al termine del programma. Dove, una volta, l’anziano padre era stato invitato per far parte del pubblico. Potendo finalmente assistere dal vivo all’inconfodibile humor del figlio Ezio. Che, mai e poi mai, dimenticherà la lezione del papà.

 

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