“Chi è la ragazza col casco”. Crans-Montana, la scoperta sulla giovane che ha innescato l’incendio

Una notte che resterà impressa nella memoria della comunità: il tragico incendio scoppiato nella discoteca “Le Constellation” di Crans-Montana durante i festeggiamenti di Capodanno ha causato un bilancio drammatico di vittime e feriti. La vicenda, ancora sotto indagine, vede protagonisti i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio plurimo, incendio doloso e lesioni colpose.

Secondo quanto emerso dagli approfondimenti delle autorità svizzere, nelle ore precedenti alla tragedia i due sono stati ascoltati nell’ambito di complessi interrogatori, conclusi con l’arresto per lui e i domiciliari per lei, entrambi tenuti separatamente come da prassi in casi di particolare delicatezza. Le versioni dei coniugi, rielaborate e messe a confronto, fanno emergere un quadro articolato sulle dinamiche della notte fatale.

Le testimonianze raccontano di un inizio sereno, con il locale ancora semi vuoto e la festa che si stava animando solo nelle ultime ore. La svolta è avvenuta quando una ragazza, ormai riconosciuta come cameriera del locale, ha fatto mostra di un gesto che ha dato il via all’incendio: portando in mano una bottiglia con un bengala, ha scatenato una fiammata improvvisa, durata solo pochi secondi ma sufficiente a incendiare i pannelli fonoassorbenti del soffitto e scatenare il panico.

La protagonista, ancora sotto il casco come gli altri dipendenti, si trovava in modo probabilmente consapevole all’interno del locale, salendo sulle spalle di un collega per servire i clienti. La presenza di una minore tra le vittime ha sollevato ulteriori interrogativi sulla gestione dei controlli all’ingresso e sulla presenza di possibili documenti falsi.

Le dichiarazioni degli indagati e le immagini acquisite dagli inquirenti dipingono un quadro di responsabilità e negligenza. Jessica Moretti ha ammesso che l’uso di bengali in quel modo, con le colleghe sulle spalle, rappresentava una pratica abituale, anche se non autorizzata ufficialmente. La stessa poco prima aveva tentato di rassicurare che le candele usate al tavolo erano prese precauzioni, sempre inserite in appositi recipienti d’acqua.

La crisi si è scatenata improvvisamente, quando Jessica ha percepito il movimento di fuga e ha visto una luce arancione nel soffitto, che già si stava incendiando. Immediatamente, ha ordinato l’evacuazione urlando “Fuori tutti!” e ha chiamato i soccorsi alle 1.28 di notte. Nel caos, ha avvertito anche il marito, Jacques, chiedendogli di recarsi urgentemente sul posto.

La tragedia ha lasciato nel dolore e nello sgomento una comunità intera, con molte domande ancora senza risposta, tra cui la presenza di minorenni nel locale e le modalità di controllo che ne avrebbero potuto prevenire l’ingresso. Jessica Moretti, sotto choc, ha descritto la notte come “il dramma della mia vita”, definendo l’accaduto un evento che segnerà a lungo la sua esistenza e quella di molte famiglie coinvolte.

Le indagini proseguono per fare luce sulle cause esatte dello scoppio e su eventuali responsabilità penali. La comunità di Crans-Montana piange le vittime e si stringe intorno ai familiari, nella speranza che questa tragedia possa servire da monito per la sicurezza di locali e festeggiamenti futuri.