Caso Ranucci, scontro politico sempre più acceso: il conduttore respinge le accuse di Fratelli d’Italia

Continua ad accendersi il confronto politico e mediatico attorno a Sigfrido Ranucci, storico conduttore di Report. Al centro della polemica ci sono le accuse avanzate da Fratelli d’Italia, che ipotizza un presunto coinvolgimento dell’imprenditore Valter Lavitola nella realizzazione di alcune inchieste della trasmissione di Rai3. Un’ipotesi che il giornalista ha respinto con fermezza, definendola priva di qualsiasi fondamento.
La vicenda si inserisce nel contesto delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma sull’attentato subito da Ranucci. Nell’inchiesta Lavitola risulta indagato, con accuse che dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.
La solidarietà della redazione e il futuro di Report
Accanto al proprio conduttore si è schierata l’intera redazione di Report, che ha denunciato quella che considera una campagna politica finalizzata a delegittimare uno dei principali programmi di giornalismo investigativo del servizio pubblico.
Nelle ultime ore sono circolate indiscrezioni su un possibile cambio alla guida della trasmissione. Al momento, però, dai vertici Rai non arrivano conferme. Fonti aziendali parlano di una linea improntata alla prudenza, rinviando qualsiasi valutazione agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria.
Anche la sospensione delle repliche estive del programma, spiegano le stesse fonti, avrebbe carattere esclusivamente cautelativo e non rappresenterebbe alcuna sanzione nei confronti della trasmissione. Report resta regolarmente disponibile su RaiPlay e la redazione continua a lavorare alle nuove puntate, il cui ritorno in televisione è previsto per l’8 novembre.
L’esposto di Fratelli d’Italia
Nel frattempo la polemica politica si è intensificata. Fratelli d’Italia ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura, sostenendo che i rapporti tra Ranucci e Valter Lavitola potrebbero aver influenzato alcune ricostruzioni giornalistiche trasmesse da Report.
Attraverso i propri canali social, il partito ha dichiarato: «Report va in vacanza. Ci auguriamo che la redazione approfitti della pausa estiva per fare chiarezza sull’amicizia tra il conduttore e Lavitola».
La replica di Ranucci
Il giornalista ha risposto in maniera netta alle accuse, respingendo qualsiasi ipotesi di condizionamento.
«Nessuna inchiesta è stata condizionata da Valter Lavitola, come possono testimoniare tutti i collaboratori del programma. L’esposto di Fratelli d’Italia si basa su presupposti del tutto errati», ha dichiarato.
Interviene La Russa, il Pd protesta
Ad alimentare ulteriormente il dibattito è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha condiviso un video nel quale la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, collegava l’attentato contro Ranucci ai rischi per la libertà di stampa «quando l’estrema destra è al governo».
A corredo del filmato, La Russa ha commentato con un breve messaggio: «Che imbarazzo».
Le sue parole hanno provocato la reazione del Partito Democratico. Tra i primi esponenti a intervenire ci sono stati Francesco Boccia e Walter Verini, che hanno criticato il comportamento della seconda carica dello Stato, sostenendo che il presidente del Senato, nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, debba mantenere un profilo imparziale e «non può fare il capo partito».
La vicenda continua quindi ad assumere una forte rilevanza sia sul piano giudiziario sia su quello politico, mentre restano aperti gli accertamenti della magistratura e il confronto tra maggioranza e opposizione sul ruolo del servizio pubblico e della libertà d’informazione.