Bonelli scende in piazza, l’attacco choc: “Cosa sta facendo Meloni”

Migliaia di cittadini, soprattutto giovani, sono scesi in piazza durante il corteo contro la guerra e il riarmo, evidenziando un forte momento di mobilitazione politica e sociale. Tra gli organizzatori e i portavoce presenti, Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha tracciato un quadro chiaro del significato della manifestazione, ribadendo la necessità di cambiare profundamente il modello energetico del Paese e di opporsi alle logiche di guerra nutrite da interessi economici.

Un corteo di partecipazione significativa

Secondo gli organizzatori, oltre 100mila persone hanno preso parte alla manifestazione, con una presenza importante di giovani e cittadini uniti da un messaggio condiviso: fermare i conflitti internazionali e rilanciare la politica sulla sostenibilità e la pace. Bonelli ha parlato di una “straordinaria partecipazione di popolo”, sottolineando come questa mobilitazione rappresenti un tentativo di indirizzare le scelte politiche del governo.

L’attacco ai “signori della guerra”

Con fermezza, Bonelli ha rivolto un appello ai principali attori internazionali ritenuti responsabili dei conflitti: “No ai signori della guerra, in particolare no a Donald Trump e Benjamin Netanyahu”. Secondo il leader dei Verdi, dietro alle guerre ci sarebbero interessi economici legati all’energia e agli armamenti, che alimentano un ciclo di conflitto e profitti. “Trump si sta arricchendo con la guerra. Più gas, più petrolio che vende, più armi”, ha evidenziato.

L’intervento si è esteso anche all’Italia, cui Bonelli ha rivolto un monito: “Il nostro governo non dice no alla guerra, anzi la foraggia aumentando le spese militari”.

La crisi energetica e il ruolo delle rinnovabili

Al centro del discorso del deputato verde c’è il collegamento tra energia e conflitti. Bonelli ha sostenuto che la dipendenza da petrolio e gas naturale sia un elemento che alimenta le tensioni internazionali, rendendo urgente un cambio di paradigma. “Noi dobbiamo dire no al petrolio”, ha affermato, indicando nelle energie rinnovabili una soluzione concreta, non solo per ragioni ambientali, ma anche geopolitiche. “Le rinnovabili sono uno strumento di pace”, ha sottolineato, spiegando come la transizione energetica possa contribuire a ridurre le tensioni legate alle risorse e ai rapporti di forza internazionali.

Critiche al governo e priorità sociali

Tra gli altri temi sollevati, Bonelli ha criticato duramente la gestione interna del Paese. Ha accusato il governo di concentrare risorse sugli armamenti “a discapito di sanità e welfare”, evidenziando come la crisi nel settore sanitario e l’aumento della povertà siano collegati anche alle scelte di politica militare. “Mentre la sanità pubblica è in ginocchio e cresce la povertà, si investe in guerra”, ha dichiarato.

Un messaggio forte e un futuro di mobilitazioni

Chiusura con un messaggio di speranza e determinazione: Bonelli ha ribadito che la manifestazione rappresenta una richiesta chiara di cambiamento, rivolta alle istituzioni. Il corteo romano ha voluto inviare un forte segnale: pace, tutela dell’ambiente, giustizia sociale e sostenibilità energetica sono temi strettamente collegati e non più rinviabili.

La giornata di mobilitazione apre un dibattito che si prevede acceso, con l’attenzione rivolta alle prossime settimane e alle risposte che il governo vorrà dare a un popolo sempre più consapevole e decisamente in cerca di cambiamenti sostanziali.