Bollette, stangata del 20 per cento sul gas. L’allarme di Giorgetti: esauriti i soldi per gli aiuti

Il Consiglio dei ministri si riunisce nuovamente oggi per affrontare il difficile tema del caro carburanti e delle bollette energetiche, in un contesto di crescente pressione sui prezzi. Tra le principali decisioni all’ordine del giorno, la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio, una misura urgente per evitare che, dal 7 aprile, venga meno lo sconto di circa 25 centesimi al litro che ha finora contribuito a contenere i costi di benzina e diesel.

Il provvedimento, inserito in uno scenario di forte tensione sui mercati energetici, si rende necessario nonostante gli interventi già adottati. Il costo dei carburanti continua a salire, anche a causa delle tensioni internazionali e della crisi in Medio Oriente, che rendono incerti i mercati energetici nel medio periodo.

Il nuovo decreto avrà un impatto significativo sui conti pubblici: dopo i 527 milioni di euro stanziati con il precedente intervento del 18 marzo, si stima che il costo complessivo potrebbe superare i 600 milioni di euro, includendo non solo il prolungamento delle agevolazioni, ma anche misure di sostegno a diversi settori produttivi. Tra queste, spicca la richiesta di ampliare il rimborso delle accise per l’autotrasporto, attualmente limitato ai mezzi Euro 5 e 6: le associazioni di categoria chiedono un’estensione più ampia, minacciando proteste che potrebbero influire sulla logistica e sul trasporto merci.

Parallelamente, il governo valuta un rafforzamento del credito d’imposta sul gasolio destinato a agricoltura e pesca, settori gravemente colpiti dall’aumento dei costi energetici. Questi interventi sono ritenuti fondamentali per salvaguardare la continuità delle filiere produttive.

L’aumento delle spese pubbliche preoccupano l’esecutivo, che si prepara anche alla stesura del prossimo Documento di finanza pubblica. Il rischio, infatti, è il ripetersi delle dinamiche del 2022, quando i ripetuti tagli delle accise portarono a un esborso complessivo di circa 7 miliardi di euro.

Il quadro si complica ulteriormente con l’impennata delle tariffe energetiche: il costo del gas è cresciuto del 19,2%, mentre l’energia elettrica ha registrato un aumento dell’8,1% nel secondo trimestre, aggravando il peso delle bollette sulle famiglie italiane. In particolare, le utenze vulnerabili, ancora nel mercato tutelato, devono affrontare un rincaro annuo di oltre 200 euro per il gas, con effetti maggiori per chi ha contratti a prezzo variabile nel mercato libero.

Di fronte a questa emergenza, il governo ha già adottato il decreto bollette da 3 miliardi, considerato però insufficiente. Sono in fase di valutazione nuove misure di sostegno per famiglie e imprese. Sul fronte carburanti, è stato annunciato un piccolo intervento: una riduzione di 5 centesimi di euro al litro lungo le reti autostradali, che tuttavia garantisce un risparmio limitato per gli automobilisti.

L’Italia si trova così a dover navigare tra le esigenze di contenimento dei costi e le finanze pubbliche, nel tentativo di garantire stabilità economica e supporto alle fasce più vulnerabili della popolazione. Le prossime settimane saranno decisive per delineare le mosse del governo in questa difficile fase di crisi energetica.