Beatrice mort* di botte a Bordighera, il papà rompe il silenzio dal penitenziario

Il caso della piccola Beatrice,  strappata  alla dimensione terrena dalle botte subite per mano di Manuel Iannuzzi, 42 anni, compagno di Emanuela, madre della bimba deceduta, ha scosso l’Italia intera.

Una vicenda di forte impatto umano, che secondo l’impostazione accusatoria avanzata dagli investigatori sarebbe legata a una serie ripetuta di episodi di violenza ai danni della minore. Le presunte condotte sarebbero state attribuite alla madre della bambina e, in maniera ancora più grave, al suo attuale compagno, Manuel Iannuzzi.

Le percosse sono culminate  col tremendo epilogo e mentre  le autorità stanno ricostruendo ogni passaggio per chiarire con precisione le responsabilità e la dinamica dei fatti, intanto, sul piano personale, resta il dolore del padre della piccola, che sta cercando di elaborare quanto accaduto attraverso un percorso umano e giudiziario estremamente difficile.

La notizia lo ha raggiunto mentre si trova in una condizione già delicata, rendendo il colpo emotivo ancora più forte. La vicenda continua a suscitare sgomento e interrogativi, mentre si attendono ulteriori sviluppi dalle indagini in corso ma le parole dell’uomo ci toccano tutti nel profondo.

In seconda pagina tutti i dettagli  sulle dichiarazioni del padre della piccola Beatrice, deceduta per le botte a Bordighera.

Il padre della piccola Beatrice si trova attualmente in una condizione di detenzione presso il penitenziario di Valle Armea, situato a Sanremo, dove sta scontando una misura restrittiva legata a un differente procedimento giudiziario. È proprio all’interno di questa struttura che ha ricevuto la comunicazione ufficiale riguardante il decesso  della figlioletta Beatrice,  di appena due anni.

La notizia gli è stata trasmessa contestualmente all’arresto del compagno dell’ex moglie, Manuel Iannuzzi, figura indicata dagli inquirenti come centrale nel quadro delle presunte violenze che avrebbero portato al decesso della bambina. Un doppio aggiornamento giudiziario che ha aggravato ulteriormente una situazione già estremamente delicata.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la piccola  avrebbe  maltrattamenti reiterati nel tempo, un contesto che gli investigatori stanno cercando di delineare con precisione attraverso testimonianze, riscontri medici e ricostruzioni degli eventi.

«È completamente sconvolto e l’unica cosa che desidera è poter tornare ad abbracciare le sue bambine». Con queste parole l’avvocato Fabio Scaffidi Fonti ha descritto lo stato emotivo del padre della piccola Beatrice, assistito dallo stesso legale, dopo aver ricevuto la notizia della tremenda ricostruzione relativa alla morte della figlia.

Il  padre avrebbe reagito con forte sgomento alla notizia, manifestando incredulità e profondo dolore per quanto appreso. Le condizioni psicologiche dell’uomo vengono descritte come particolarmente provate, anche alla luce del legame affettivo con la bambina. Le indagini proseguono per definire in modo completo le responsabilità individuali e chiarire ogni passaggio della vicenda, mentre si attende l’evoluzione del quadro giudiziario che potrebbe riservare ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.