Basi Usa in Italia, Crosetto alla Camera: “Rispettare gli accordi non significa essere in guerra”

Il tema dell’utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti torna a calamitare l’attenzione del mondo politico, con un intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera dei Deputati. La discussione si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale alle strategie militari dell’alleanza occidentale, alimentato anche dalle recenti polemiche legate alla sospensione dei bombardieri diretti in Iran dalla base di Naval Air Station Sigonella.

Il ministro ha ribadito con fermezza la continuità delle politiche italiane negli ultimi settantacinque anni, sottolineando come “nessun governo abbia mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato di non rispettare i trattati tra Italia e Stati Uniti”. Crosetto ha precisato che il rispetto di tali accordi non implica automaticamente un coinvolgimento diretto dell’Italia nei conflitti internazionali, sottolineando che l’azione del Paese si muove “nel solco della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione”. Il ministro ha inoltre rimarcato che il rapporto tra Roma e Washington si basa su un’alleanza storica che trascende le singole leadership politiche.

Nel suo intervento, Crosetto ha anche commentato la situazione internazionale, definendo “follia senza limiti” le azioni che portano al massacro di giovani, la corsa al nucleare, il sostegno a gruppi terroristici e le tensioni in Medio Oriente, criticando aspramente le strategie di alcuni attori coinvolti, tra cui l’Iran.

Dopo il suo intervento, si è aperto un fitto dibattito parlamentare. La discussione, durata circa un’ora e mezza, ha visto interventi di vari rappresentanti politici senza prevedere votazioni finali, trattandosi di un’informativa. La presidente dei deputati del Partito Democratico, Chiara Braga, ha evidenziato che “il tema dei trattati è già noto al Parlamento. Conosciamo gli accordi e li abbiamo sempre rispettati. Nessuno chiede di metterli in discussione”. Dal fronte della maggioranza, il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Lo Perfido ha ribadito l’impegno dell’Italia nel fronte occidentale, sottolineando come “la linea di Giorgia Meloni sia chiara: restare saldamente nel fronte occidentale, dentro l’Unione europea e sostenere la NATO, senza subalternità ma nell’interesse nazionale”.

Crosetto ha anche ricordato come l’Italia non sia un caso isolato: molti Paesi occidentali vantano accordi simili con Washington, sottolineando come il contesto geopolitico attuale renda più che mai centrale il sistema di sicurezza euro-atlantico. A testimonianza di questa importanza, il ministro ha citato l’allargamento della NATO con l’ingresso della Svezia, segno della persistenza dell’alleanza militare come elemento di stabilità globale.

Il ministro della Difesa ha annunciato che non interverrà al Senato, in assenza di richiesta formale di informativa, ma tornerà in Parlamento giovedì alle 15, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, per il question time.

Il dibattito si inserisce in un momento di grande attenzione politica e internazionale sul ruolo dell’Italia nell’ambito delle alleanze militari e sulla gestione delle basi americane nel nostro territorio, con la volontà di chiarire i confini tra impegno internazionale e rispetto della sovranità nazionale.