Altro flop del sindaco buonista: nessuno vuole migranti in casa

I numeri sono impietosi e fotografano il fallimento di un’idea di accoglienza migranti proposta dal governo Orlando. Per chiarire i contorni di questa vicenda bisogna fare un passo indietro, ovvero al bando del luglio 2019 istituito dal comune di Palermo e che – sulla carta – prevedeva l’accoglienza gratuita all’interno dei nuclei familiari palermitani di rifugiati o titolari di protezione umanitaria sul territorio italiano.

Quindici mesi dopo la pubblicazione del bando solo quattro famiglie sulle 262 mila presenti hanno fatto domanda e solo due sono quelle che hanno davvero accolto a casa loro rifugiati. Si tratta dello 0,0007 per cento dei palermitani.

Un numero che inquadra una situazione su cui riflettere: nessuno ha creduto al progetto di accoglienza in casa dei migranti e nessuno in fin dei conti ha mai davvero sposato in pieno questa proposta. “Questa è la dimostrazione pratica e concreta che predicare l’accoglienza è una cosa, praticarla è un’altra – dicono il capogruppo della Lega al Consiglio comunale di Palermo, Igor Gelarda, e il consigliere leghista della terza circoscrizione, Giuseppe Quartararo -. Adesso Orlando farebbe bene a chiedere ai suoi assessori e ai suoi consiglieri comunali, che lo hanno appena salvato dalla sfiducia condannando la città al suo governo per altri 18 mesi, perché almeno loro non abbiano aderito. E che fine hanno fatto le migliaia di Sardine in salsa sicula che si erano riversate a Palermo, tutte rigorosamente contro la Lega, ma poco propense a praticare l’accoglienza se non sui social?”.

Il bando è stato pubblicato nell’albo pretorio comunale a luglio del 2019, esattamente quindici mesi fa. E i numeri dicono che è stato un flop nelle adesioni. Per i due esponenti del Carroccio, infatti, fa riflettere che i palermitani non abbiano risposto come il primo cittadino paventava: “Il sindaco che regala le bandiere della città alle Ong e condanna i palermitani a una città sporchissima. I palermitani hanno un grande cuore, lo hanno dimostrato e lo dimostrano da sempre, hanno sempre accolto tutto e tutti. L’ennesima prova che la demagogia immigrazionista del sindaco Orlando è scollegata dal la realtà”, concludono in una durissima nota i due esponenti della Lega.

A Gelarda ha replicato poco dopo l’assessore alla famiglia e alle politiche sociali, Giuseppe Mattina, sostenendo che il leder del Carroccio a Palermo farebbe domande sbagliate e soprattutto parziali. “Decine di organizzazioni cittadine operano per l’integrazione e l’accompagnamento dei bambini e degli adolescenti – spiega Mattina -. Giornalmente questi ragazzi sono sostenuti in percorsi di inserimento scolastico e lavorativo e vivono la città di Palermo come la loro casa e la loro città. Migliaia di cittadini palermitani sono coinvolti in questi percorsi. Decine di enti, le scuole, l’università, la Caritas, le parrocchie”. Tutto vero, ed è il lato buono della città, quello accogliente, quello in prima linea nell’emergenza. Eppure, Mattina nella sua replica ha sostenuto che: “Il Comune ha inserito in affido ordinario, quindi con processi ormai sperimentati, 6 ragazzi nel 2017, 11 nel 2018, 5 nel 2019, 4 nel 2020. Abbiamo attivato affidi per altri 12 ragazzi con il progetto Terra Ferme”.

I numeri però, sono davvero risibili rispetto alla presentazione in pompa magna dello scorso anno quando il primo cittadino dichiarò che l’avviso pubblico era “una straordinaria occasione di conoscenza, scambio, integrazione e solidarietà che viene messa in atto dalle famiglie, evitando che dei rifugiati si occupi solo l’istituzione pubblica. Questo progetto rappresenta la conferma che la scelta dell’Amministrazione comunale, come già avvenuto con l’Albo dei tutor volontari per minori non accompagnati, è condivisa dai cittadini”, disse nel giorno della presentazione alla stampa il 20 giugno 2019. Insomma dalle dichiarazioni di rito alla pratica qualcosa è andato storto.

L’assessore Mattina in ogni caso torna sull’argomento dei numeri. “Questi sono i dati dei minori a cui il progetto citato faceva riferimento – sottolinea l’esponente della Giunta Orlando -. I numeri delle presenze in città sono evidentemente più numerosi sia nel sistema Siproimi che dipende dal Comune sia nelle altre strutture direttamente gestite dal ministero degli Interni attraverso la Prefettura per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Il consigliere Gelarda fa le domande sbagliate e soprattutto parziali, dimostrando o fingendo di avere scarsa conoscenza dei servizi della città – conclude -. O peggio ancora, volutamente nasconde quello che accade per denigrare la città e per plasmare la realtà ai suoi desiderata”.