ALESSANDRO VUOLE VEDERE IL FIGLIO: LA SPIEGAZIONE DELLO PSICHIATRA CREPET
Il gip di Milano ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare per il 30enne Alessandro Impagnatiello, che ha tolto la vita e tentato di bruciare il corpo della compagna, la 29enne Giulia Tramontano, incinta di sette mesi di quello che sarebbe stato il loro primo figlio, Thiago. È stata però esclusa la premeditazione.
Nel peniteziario il 30enne si trova nel reparto dei detenuti a rischio, in quanto potrebbe essere aggredito dagli altri detenuti, dal momento che in cella vige una sorta di codice d’onore, secondo cui i bimbi e le donne non si toccano. Sin dalla sua confessione, è stato collocato in una zona speciale del carcere di San Vittore.
Una confessione avvenuta il 31 maggio, dopo che della povera Giulia siano perse le tracce da quattro giorni e dopo che, in lungo e in largo, si è provato a cercarla.Ben presto l’ipotesi dell’allontamento volontario ha ceduto il posto ad un’agghiacciante confessione, fatta proprio da colui con cui la ragazza, originaria di Sant’Antimo, sognava una vita insieme.

Il corpo esanime dell’agente immobiliare, incinta di sette mese del suo piccolo Thiago, è stato fatto ritrovare dal reo-confesso, in un’intercapedine, poco distante dall’abitazione in cui la coppia conviveva. Si sono spente,tutto ad un tratto, le speranze che Giulia potesse essere ritrovata viva.
E’ arrivata, poco fa, una notizia che sta lasciando tutti i lettori letteralmente sconcertati: Alessandro Impagnatiello vuole vedere il figlio. A dare la sua spiegazione sulla richiesta del barman reo-confesso è lo psichiatra Crepet.
Alessandro Impagnatiello è rinchiuso nel carcere di San Vittore, sin da quando ha ammesso di essere stato lui a togliere la vita alla compagna, Giulia Tramontano, accoltellandola per poi tentare di bruciarne il corpo. Dal penitenziario ha chiesto di vedere suo figlio di 8 anni, avuto da una precedente relazione, peraltro mantenendo con la sua ex un buon rapporto.
A dare la sua spiegazione riguardo questa richiesta è stato lo psichiatra Paolo Crepet, che è anche sociologo, educatore, saggista e opinionista italiano.
Per Paolo Crepet, intervistato da La Stampa, Impagnatiello, che ha tolto la vita alla fidanzata incinta di 7 mesi, non dovrebbe assolutamente vedere suo figlio: «Quel bambino che ha già l’età per capire un ragionamento, va innanzitutto tutelato. Lo si può tutelare soltanto raccontandogli tutta, dico tutta, la verità. Ovvero che suo padre ha ucciso la sua compagna e il suo fratellino, perché di questo si tratta».

Secondo Crepet, Impagnatiello, dal penitenziario chiede di vedere il bambino «con tutta probabilità perché si tratta di una strategia, magari concordata con i suoi legali. Inoltre, dato che questo soggetto ha trascorso la vita a manipolare qualsiasi cosa, potrebbe pensare che chiedere di incontrare il figlio sia una mossa che gli restituisce un’immagine seppur residua di umanità».
Lo psichiatra, volto noto del piccolo schermo, è convinto ci sia stata premeditazione nel femminicidio di Giulia Tramontano, fornendo le seguenti motivazioni: «Lo provano i comportamenti, la freddezza, l’assenza di pentimento, il fatto di essere corso subito dall’altra donna. Di base c’è un solo sentimento che ha armato la sua mano: l’indifferenza, l’insensibilità».
