Adriano Celentano, torna a parlare l’uomo che si dichiara suo figlio: “A che punto è la causa”

Una storia familiare che affonda le proprie radici negli anni Settanta torna nelle aule di tribunale. Al centro della vicenda c’è Antonio Maria Segatori, 55 anni, che ha chiesto al Tribunale di Milano di accertare la propria paternità e di essere riconosciuto come figlio di Adriano Celentano.

Una vicenda delicata, che da decenni accompagna la vita dell’uomo e che oggi potrebbe arrivare a un passaggio decisivo attraverso nuovi accertamenti genetici.

Segatori sostiene che sua madre, Luigia Biscardi, avrebbe avuto in passato una relazione con il cantante e che proprio da quella relazione sarebbe nato lui. Una ricostruzione che Celentano ha sempre respinto con fermezza.

La causa davanti al Tribunale di Milano

Il primo passaggio della nuova causa si è svolto il 2 luglio davanti al Tribunale di Milano. L’udienza si è tenuta da remoto e ha messo per la prima volta Segatori e Celentano, seppure virtualmente, nello stesso procedimento.

Segatori ha raccontato di aver osservato il cantante durante l’udienza, descrivendo un momento per lui particolarmente emozionante.

«Per quanto in questo momento ci divida una causa, vedo in lui mio padre. E mi emoziono», ha raccontato, spiegando di averlo visto collegato dall’altra parte dello schermo insieme ai suoi legali.

L’uomo è assistito dagli avvocati Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti, mentre Celentano è rappresentato, tra gli altri, dall’avvocata Giulia Bongiorno.

L’appello a Celentano: «Facciamo il test»

Il punto centrale della battaglia giudiziaria è l’accertamento della paternità.

Segatori ha rivolto un appello diretto al cantante: «Adriano, la verità la conosciamo tutti molto bene, facciamolo ‘sto esame che poi ti chiamo papà».

La richiesta è quindi quella di arrivare a un esame genetico nell’ambito del procedimento, così da verificare scientificamente il rapporto di paternità.

Segatori sostiene inoltre di avere raccolto elementi a sostegno della propria versione, tra cui dodici testimoni e un precedente test genetico effettuato privatamente.

Il test del Dna privato

Secondo quanto riferito da Segatori, il test privato avrebbe messo a confronto il suo patrimonio genetico con quello di una sorella, figlia di Sandro Segatori, l’uomo che sua madre aveva sposato quando Antonio aveva già cinque anni.

L’esame, sempre secondo il racconto del 55enne, avrebbe indicato che i due condividono un solo genitore, la madre.

Si tratta tuttavia di un accertamento privato, e proprio per questo Segatori ipotizza che il tribunale possa disporre un nuovo esame attraverso un consulente nominato nell’ambito del procedimento.

«Il test è stato eseguito da un laboratorio privato, forse vogliono rifarlo con un consulente ufficiale», ha spiegato.

Il procedimento a Tivoli

Parallelamente alla causa di Milano, Segatori ha intrapreso un’altra iniziativa giudiziaria davanti ai tribunali di Tivoli, chiedendo il disconoscimento della paternità di Sandro Segatori.

I due procedimenti sono strettamente collegati alla sua volontà di fare chiarezza sulla propria identità familiare e di ottenere, attraverso gli strumenti della giustizia, una risposta definitiva sulle proprie origini.

L’obiettivo dichiarato dall’uomo non sarebbe quindi di natura economica.

«Non lo faccio per soldi, voglio solo sapere chi è mio padre», ha spiegato.

La nuova udienza il 12 ottobre

Dopo l’udienza di luglio, il procedimento è stato aggiornato al 12 ottobre.

Segatori ha ammesso di non conoscere con certezza le ragioni del rinvio, raccontando di aver avuto la sensazione che il giudice fosse inizialmente orientato in una determinata direzione prima della fissazione di una nuova udienza.

Tra le ipotesi c’è proprio quella relativa alla necessità di un nuovo accertamento genetico, questa volta eseguito secondo le modalità previste dal procedimento giudiziario.

Sarà dunque il prossimo passaggio processuale a chiarire quali saranno gli sviluppi della causa e se verranno disposti ulteriori esami.

Una storia iniziata negli anni Settanta

La vicenda non nasce però oggi.

Già nel 1975 il Tribunale di Roma si era occupato di una richiesta relativa al riconoscimento della paternità. Quel procedimento venne successivamente archiviato.

A distanza di circa cinquant’anni, Segatori ha deciso di tornare davanti alla giustizia civile per cercare una risposta definitiva a una domanda che, secondo quanto racconta, lo accompagna da tutta la vita.

La sua versione è stata però sempre respinta da Celentano.

La replica di Adriano Celentano

Dopo la pubblicazione dell’intervista nella quale Segatori aveva raccontato la propria storia, Celentano aveva reagito pubblicamente attraverso i social.

Il cantante aveva contestato la ricostruzione e annunciato di aver incaricato l’avvocata Giulia Bongiorno di tutelarlo «da ogni ulteriore speculazione».

Celentano aveva ricordato anche la precedente vicenda giudiziaria risalente agli anni Settanta, sostenendo che quella causa si fosse conclusa senza conseguenze nei suoi confronti.

Il cantante aveva poi scelto di rispondere direttamente a Segatori con una battuta dal tono ironico: «Caro Antonio, mi spiace contraddirti… Purtroppo io non sono tuo padre… La verità è che io sono tuo nonno!».

Dietro l’ironia, però, resta una controversia giudiziaria ancora aperta.

La verità affidata alla giustizia

Oggi la questione è tornata nelle mani dei giudici. Da una parte c’è Segatori, che chiede di accertare la propria origine biologica e insiste sulla possibilità di sottoporsi a un nuovo test del Dna. Dall’altra c’è Celentano, che ha sempre negato di essere il padre dell’uomo e ha affidato la propria difesa ai legali.

La prossima udienza potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per stabilire come procedere con gli accertamenti.

Dopo una storia iniziata quasi mezzo secolo fa, la risposta potrebbe arrivare proprio dalla scienza: un esame genetico potrebbe infatti chiarire definitivamente se Adriano Celentano sia o meno il padre biologico di Antonio Maria Segatori.

Fino a quel momento, la paternità resta una questione controversa e non accertata giudizialmente.