“Addio”. Gravissimo lutto per Vittorio Feltri, chi era la moglie Enoe

Un grave lutto ha colpito Vittorio Feltri. È morta Enoe Bonfanti, moglie del giornalista e fondatore di Libero, oggi direttore editoriale de Il Giornale. Aveva 87 anni e da quasi sei decenni condivideva la vita con Feltri, al quale è sempre rimasta accanto con discrezione, lontano dai riflettori ma rappresentando un punto di riferimento fondamentale nella sua vita personale e professionale.

La notizia della scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio dal mondo del giornalismo, della politica e da quanti hanno conosciuto la coppia.

Una storia d’amore durata quasi sessant’anni

Enoe Bonfanti, nata nel 1938, era sposata con Vittorio Feltri dal 15 giugno 1968. Il loro matrimonio, durato 58 anni, era nato da un incontro avvenuto a Bergamo, dove Enoe lavorava come puericultrice nel brefotrofio frequentato dal giornalista.

All’epoca Feltri, rimasto vedovo a soli 23 anni, accompagnava nella struttura le sue due figlie gemelle. Da quell’incontro prese forma un legame destinato a durare tutta la vita.

Dalla loro unione sono nati Mattia Feltri, oggi giornalista e direttore dell’edizione italiana dell’HuffPost, e Fiorenza.

Una presenza discreta ma fondamentale

Pur mantenendo un profilo estremamente riservato, Enoe Bonfanti ha avuto anche un’esperienza professionale in Mediaset, dove si occupava della preparazione delle scalette dei programmi.

Per molto tempo i colleghi non erano a conoscenza del suo legame con Vittorio Feltri, circostanza emersa soltanto quando Silvio Berlusconi si recò personalmente a cercarla negli uffici dell’azienda.

Mentre la carriera del marito lo portava alla direzione di importanti testate, dal Corriere della Sera all’Europeo, dall’Indipendente a Il Giornale, fino alla fondazione di Libero, Enoe ha sempre scelto di restare lontana dall’esposizione pubblica.

«Mi ha tolto dal guado quando ne avevo più bisogno»

Nel corso degli anni Vittorio Feltri ha parlato più volte del ruolo decisivo avuto dalla moglie nella sua vita.

In diverse interviste aveva ricordato il sostegno ricevuto nei momenti più difficili, compreso il periodo della malattia.

«Se non hai l’appoggio della moglie, ti senti solo, abbandonato, triste, non hai forza per reagire», aveva raccontato parlando della sua battaglia contro il tumore.

Parole alle quali si sono aggiunte altre dichiarazioni che descrivevano il profondo legame tra i due: «Io tutte le sere quando torno a casa sono felice di vederla e non potrei stare con nessun altro», aveva confidato il giornalista.

E ancora: «Provo per lei una grande tenerezza e una grande gratitudine per avermi tolto dal guado quando ne avevo più bisogno».

I piccoli gesti della quotidianità

Feltri aveva spesso raccontato anche gli aspetti più semplici della loro vita insieme, descrivendo una quotidianità fatta di piccoli riti che, con il passare degli anni, erano diventati il simbolo della loro unione.

«Se non vedo mia moglie Enoe in casa per un quarto d’ora urlo», aveva raccontato con ironia. «La domenica usciamo per comprare i giornali e andiamo al Bar Basso per il caffè e l’aperitivo, tenendoci per mano».

Un’immagine che sintetizzava la solidità di un rapporto rimasto saldo per oltre mezzo secolo.

Il cordoglio

Alla notizia della scomparsa sono arrivati numerosi messaggi di vicinanza alla famiglia.

Tra i primi, quelli del capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Lombardia, Christian Garavaglia, e del coordinatore regionale del partito, Carlo Maccari, che hanno ricordato Enoe Bonfanti come «una donna riservata, forte e concreta, punto di riferimento costante per la sua famiglia e presenza discreta accanto al marito lungo tutto il suo percorso umano e professionale».

Anche la redazione di Libero e di Liberoquotidiano.it ha espresso il proprio cordoglio, stringendosi attorno a Vittorio Feltri e ai suoi familiari in un momento di grande dolore.