ITALIA, FORTE SCOSSA DI TERREMOTO: PANICO E GENTE IN STRADA

Incutono indubbiamente molta paura, essendo tra i fenomeni naturali più imprevedibili e dall’esito delle volte davvero tremendo. Parliamo dei terremoti che, come noto, sono causati dalla liberazione e dalla propagazione di energia attraverso onde sismiche in conseguenza all’attivazione di una faglia.

Essi, che si classificano solitamente in base alla loro intensità o alla loro magnitudo, quantificate, rispettivamente, tramite la scala Mercalli e la scala Richter, destano fortissima apprensione, specie nelle zone della terra ad alto rischio sismico che, già in passato, sono state interessate da episodi forti e spiacevoli.

E’ perfettamente comprensibile, pertanto, che ogni scossa, specie se di magnitudo non indifferente, generi un’ondata di panico tra la popolazione che teme seriamente per la propria salute e per la portata dei danni che il fenomeno potrebbe provocare, proprio a causa della sua imprevedibilità.

 

La terra , in questi giorni, ci sta mettendo dinnanzi a scosse una dietro l’altra. Prima Napoli, poi le Marche, infine, dopo ancora il Marocco, dove la situazione è a dir poco raccapricciante, trattandosi di una vera e propria emergenza a causa del numero di decessi, feriti e crolli, e ovviamente i Campi Flegrei che destano fortissime preoccupazioni agli esperti.

La terra, poco fa, ha tremato ancora in Italia, con l’inevitabile ondata di paura che si è diffusa e via social, in tantissimi, hanno voluto cercare di tranquillizzarsi, condividendo le loro sensazioni al momento del sisma. Vediamo cosa sta accadendo, dato che la situazione è in costante aggiornamento.

Poco dopo la mezzanotte, alle 00:38 di mercoledì 11 ottobre, una scossa di  magnitudo 3.1 è stata avvertita  tra l’Abruzzo e le Marche, più nello specifico le province di Teramo e Ascoli Piceno. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto come epicentro il comune di Sant’Omero, in provincia di Teramo,)e si è verificato 42 chilometri di profondità.

Immaginiamo per solo pochi istanti di immedesimarci nella popolazione, magari da poco andata a letto per poi affrontare la nuova giornata lavorativa che, nel cuore della notte, ha avuto un risveglio decisamente forte, dato che la scossa è stata nitidamente avvertita dai residenti, con l’inevitabile reazione di scendere in strada, in preda al panico, alla luce dell’imprevedibilità di quello che sarebbe potuto accadere.

Al momento la cosa più importante è che non si segnalano comunque danni a persone o cose. Solo 30 secondi dopo la scossa con epicentro Sant’Omero, i sismografi hanno registrato un’altra scossa, localizzata a Mosciano Sant’Angelo, sempre nella provincia di Teramo, sebbene molto più lieve della precedente, essendo di magnitudo 2.0, a una profondità di 47 chilometri.

I residenti dell’Abruzzo e, in particolare coloro che vivono a ’ L’Aquila, alla luce dei fatti che, loro malgrado, li hanno visti direttamente protagonisti tra il dicembre 2008 e il 2012,  dopo aver provato sulla loro pelle la potenza della natura che, quando decide di colpire, non conosce mezze misure, ovviamente hanno avuto un forte spavento.

I ben informati sapranno che l’Aquilano è stato teatro di una serie di eventi sismici con epicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila (Alto Aterno, Monti della Laga e bassa Valle dell’Aterno).La scossa più forte è stata registrata il 6 aprile 2009 alle 3:32 di notte, con magnitudo 5.9 della scala Richter, causando 309 decessi, 1600 feriti e 80 mila sfollati.  La storia non si può cancellare e, specie i territori ad alto rischio sismico, vivono costantemente con la preoccupazione che l’incubo possa ripresentarsi, dal momento che questi fenomeni sono davvero imprevedibili.