SOTTOMARINO TITAN, L’ANNUNCIO DELLA GUARDIA COSTIERA SUI CORPI
Se ne erano perse le tracce domenica 18 giugno, poi a distanza di pochi giorni la scoperta del tremendo epilogo degli avventurosi e, soprattutto ricchissimi, passeggeri del Titan. Il piccolo sottomarino dell’OceanGate Expedition si era perduto nelle profondità dell’Oceano Atlantico, dove la tremenda pressione dell’acqua pare aver avuto purtroppo la meglio.
Nonostante tutte le misure di sicurezza, dopo appena poche ore dall’immersione la nave madre ne ha subito perso le tracce. Lo scopo di questa incredibile spedizione era quello di vedere dal vivo i resti del Titanic, il leggendario transatlantico che affondò nelle prime ore del 15 aprile 1912, durante il suo viaggio inaugurale, a causa della collisione con un iceberg a circa 600 km dalle coste canadesi di Terranova.
A distanza di pochi giorni dalla scomparsa del Titan, le squadre di ricerca ne hanno avvistato i detriti a pochi metri proprio dal Titanic. Naturalmente sono ancora in corso le indagini per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, ma si può affermare con certezza come si sia trattato di un’implosione. Il piccolo sottomarino non ha retto alla imponente pressione dell’acqua a quelle profondità.
Questi 5 sfortunati passeggeri del Titan avevano pagato fior di quattrini per prendere parte a questa incredibile spedizione nei fondali dell’Oceano. Ben 250mila dollari la somma spesa per regalarsi un’avventura da brividi, terminata poi nel peggiore dei modi. Tra le vittime anche un ragazzo appena 19enne, Suleman.
In queste ore la Guardia Costiera americana ha diramato il comunicato che tutti attendevano. A quanto pare ci sarebbero delle grosse novità in merito ai corpi.
A perdere la vita tra le sconfinate e oscure profondità dell’Oceano Atlantico questi 5 personaggi balzati, loro malgrado, agli onori delle cronache in tutto il mondo: il milionario 58enne britannico Hamish Harding, il businessman pakistano 48enne Shahzada Dawood assieme al figlio 19enne Suleman, l’esploratore e pilota di sommergibili francese 77enne Paul-Henri Nargeolet e il 61enne Stockton Rush, il patron di OceanGate, l’azienda proprietaria del Titan.
Ci si chiede di cosa ne è stato dei loro corpi al momento del catastrofico incidente. Non c’è dubbio che l’implosione ne abbia determinato una morte violenta e praticamente sul colpo. Non c’è stato quindi quel macabro conto alla rovescia sulla fine dell’ossigeno presente in circolo nel Titan.
In queste ore la Guardia Costiera Usa ha reso noto con un comunicato il ritrovamento di resti umani tra i detriti recuperati del sottomarino. Il tutto è stato accuratamente raccolto e recuperato e sarà analizzato con delle indagini accurate che saranno effettuate in Canada, a Terranova.
Il recupero dei detriti è stato condotto dalla canadese Horizon Artic, che si è servita di un veicolo telecomandato per scandagliare i fondali dell’Oceano. Il ritrovamento sarebbe avvenuto proprio nelle vicinanze della celebre prua del Transatlatinco, resa ben nota al grande pubblico da film e documentari.
Come ha dichiarato Jason Neubauer, a capo del Marine Board of Investigation (MBI), le analisi sui resti consentiranno di ricostruire più nel dettaglio cosa è accaduto al piccolo sottomarino: “C’è ancora molto lavoro da fare per capire i fattori che hanno portato alla catastrofica perdita del Titan e contribuire a garantire che un episodio simile non si ripeta mai più“.


