SOTTOMARINO TITAN, LE ULTIME PAROLE DEI PASSEGGERI A BORDO NELLE REGISTRAZIONI VOCALI

 

Si è concluso nel peggiore dei modi il viaggio del sottomarino Titan, con a bordo 5 ricchi passeggeri, alla scoperta del relitto del Titanic, il transatlantico affondato durante il suo viaggio inaugurale che continua, a distanza di decenni, ad appassionare milioni e milioni di uomini al mondo. Ogni speranza di poterli ritrovare in vita è stata vanificata dalle notizie che, di ora in ora, continuavano ad arrivare.

Prima l’annuncio delle riserve di ossigeno a bordo cessate; poco dopo il raggelante annuncio della scoperta di detriti del sottomarino sul fondale dell’Oceano, appartenenti al sottomarino scomparso. L’’ipotesi più plausibile è quella che il sottomarino sia imploso, schiacciato dalla tremenda pressione che esercita l’acqua a migliaia di metri di profondità.

Sebbene non si abbiano ancora dichiarazioni ufficiali in merito, la Marina statunitense ritiene che le condizioni dei detriti ritrovati siano compatibili con l’ipotesi dell’implosione.

Sui siti d’informazione di tutto il mondo le teorie riguardo all’accaduto sono svariate e tra le tante, in molti sostengono quella del cedimento strutturale, forse dovuto all’impiego di quella fibra di carbonio mai approvata per la realizzazione dello scafo.

Come sia potuta succedere una tragedia simile, saranno, ovviamente, le autorità ad accertarlo, sempre che sia possibile farlo. Intanto le ultime parole dei cinque passeggeri a bordo del Titan sono rimesse alle registrazioni vocali.

Le speranze di ritrovare i passeggeri del Titan sono sembrate sempre più flebili, sino a quanto il conto alla rovescia è terminato. L’implosione del sottomarino Titan ha determinato il decesso di tutte e cinque le persone a bordo. Erano tutti uomini dallo spirito avventuriero, amanti del brivido, delle scoperte. A perdere la vita sono stati il miliardario britannico 58enne Hamish Harding,  capo della Action Aviation,  con sede negli Emirati Arabi, il 76enne Paul-Henri Nargeolet, uno dei maggiori esperti al mondo di Titanic, ex membro della marina francese per 25 anni.

A bordo del mini-sottomarino imploso c’erano anche il ceo della Ocean Gate Expedition, l’ingegnere aerospaziale Stockton Rush, l’uomo d’affari pakistano Shahzada Dawood assieme  al figlio 19enne Suleman. Ovviamente, dinnanzi ad un disastro del genere, viene da chiedersi che cosa si sono detti i 5 passeggeri durante l’immersione. 

Ci si interroga, legittimamente, sull’evento tragico. Si sono accorti che stava succedendo qualcosa di irreversibile? Avevano intuito l’esistenza di problemi che li avrebbero portati al decesso? Tutte queste e molte altre domande potrebbero trovare risposte plausibili nelle registrazioni vocali. Gli inquirenti stanno analizzando tutto nei minimi dettagli, così come le comunicazioni e gli altri dati sulla nave madre, la Polar Prince. L’obiettivo è quello di capire cosa è accaduto. 

Gli investigatori del Transportation Safety Board of Canada hanno visitato la nave principale del sottomarino OceanGate, raccogliendo informazioni dal registratore dei dati di viaggio della nave e da altri sistemi. Lo hanno fatto al duplice scopo di ricostruire cosa è successo nei minimi dettagli, al fine di  “ridurre la possibilità o il rischio di tali eventi in futuro”. 

Le autorità devono capire se la tragedia del Titan sia tale da giustificare un’indagine penale. Questo è stato dichiarato, il fine settimana scorso, dal sovrintendente della Royal Canadian Mounted Police Kent Osmond che, alla stampa, ha affermato: “Tale indagine procederà solo se il nostro esame delle circostanze indica che le leggi penali, federali o provinciali potrebbero essere state violate”, come riportato dal gazzettino e da altre importanti testate giornalistiche italiane.