BULLIZZANO LA FIGLIA A SCUOLA, MADRE NON CI HA PENSATO DUE VOLTE: E SI FA GIUSTIZIA DA SOLA
Sono sempre più diffusi gli episodi di bullismo e cyberbullismo. Parliamo di due piaghe che affliggono la nostra società, con le conseguenze, inevitabili, sotto l’aspetto psicologico ,anche a lungo termine, di chi ne è vittima.
Si va dalla depressione alla perdita di autostima, sino ai casi più gravi, quelli di suicidio. Chi deride, scredita, umilia verbalmente e fisicamente, o dietro la tastiera (i cosiddetti leoni da tastiera), lo fa per sentirsi superiore, per avere un suo momento di “gloria”.
Sceglie il suo bersaglio e pone a segno il colpo, incurante di ciò che questo comporta. Trattandosi di un vero e proprio allarme, le istituzioni devono intervenire in misura molto più marcata.
Devono porre fine a questa mattanza che spinge molti genitori a farsi giustizia da soli, proprio come accaduto alla protagonista di questa storia dalle tinte forti che ha lasciato sgomenti i lettori.
Parliamo di una storia che ci invita alla riflessione, per cui vi invito a leggerla attentamente.
E’ la storia di una madre pugliese che, stanca delle umiliazioni subite da sua figlia da parte dei bulli, è entrata nella classe dove la minore è inserita, presso l‘Iss Maiorana di Bari, aggredendo una ragazzina di 14 anni che aveva preso di mira la figlia, arrivando a darle una testata. Questo è il punto finale della disperazione di una madre, stanca di vedere la figlia continuamente derisa da una sua compagna di lezioni.
A questa aggressione e alla testata, sono conseguite tensioni anche molto accese tra i genitori delle due minori coinvolte… una serie di denunce e contro denunce che sono finite in un’aula di tribunale, dove inizierà il processo per stalking. La madre della ragazzina vittima dei bulli ritiene che nessuno, all’interno dell’istituto scolastico, abbia preso provvedimenti, dinnanzi a comportamenti sempre più gravi e violenti a suo danno.
Ci sarebbe stato, in particolare, un episodio che ha portato la madre ad agire: il racconto della figlia che, in lacrime, le ha detto di essere stata colpita con un matterello durante i laboratori di cucina dell’Istituto. Stando al racconto della donna, la denuncia era scattata verso la minore che ha aggredito la figlia ma il patrimonio della stessa, da allora, ha cominciato a minacciarla con con telefonate, richieste di soldi e appostamenti sotto casa.
Inevitabilmente è scattata un’indagine e si è finiti al processo per stalking. Il legale che si occupa di difendere la donna, intervistato dal Corriere della Sera, ha dichiarato: “La signora è stata lucida, perché ha registrato le chiamate e documentato gli appostamenti di questa persona e chi ha svolto le indagini ha avuto il merito di ricostruire in maniera precisa gli atti persecutori”
L’istituto scolastico in cui si è verificato questo terribile episodio di bullismo, pur dichiarando di non essere a conoscenza di quello che è accaduto alla ragazzina, si è mosso, dividendo le due 14enni (la vittima e colei che l’ha aggredita), mettendole in due diverse classi. A questo provvedimento si è aggiunta l’autorizzazione, emessa per la ragazzina bullizzata, a uscire prima nell’ultima ora di lezioni.