ITALIA, NEONATA MUORE IN OSPEDALE: LA TRAGICA SCOPERTA SULLA MORTE DA PARTE DEI GENITORI

Pensiamo a due giovani genitori che non desiderano altro che allargare la loro famiglia. Pensiamo alla loro gioia, nel sapere che, presto, sarebbero diventati padre e madre di una piccolina.

Questo è solo l’inizio di un sogno che non si è mai avverato a causa di una tragedia su cui è doveroso far chiarezza, in nome della giustizia e verità che così tanto vengono invocate; affinché queste due parole non restino solo sulla carta.

Ci sono due genitori, devastati dal dolore più grande, quello della perdita della loro primogenita, a pochi giorni dalla sua nascita. Cosa le è accaduto lo si sa solo in parte.

Lo dobbiamo a loro, a questi due genitori siciliani, e lo dobbiamo alla piccola che non ce l’ha fatta, ricostruire quello che è avvenuto nel nosocomio in cui è venuta al mondo, per poi morire.

Vita e morte. Un binomio forte, specie se associato ad una bambina che è nata sana, seppur prematura. Il resto di questa terribile vicenda è affidato al lavoro complesso e arduo degli inquirenti. Ma, ricostruiamo in dettaglio, quello che, allo stato attuale, sta succedendo.

Per poter comprendere meglio la vicenda che ha sconvolto tutti gli italiani, suscitando indignazione e profonda tristezza, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. Era il 16 luglio di quest’anno quando una 29enne, residente ad Acireale, si è recata, assieme al marito 37enne, presso il pronto soccorso ostetrico dell’ospedale Cannizzaro per distacco della placenta.

La giovane donna era a 29 settimane e 3 giorni di gestazione, per cui i medici dell’unità neonatale hanno deciso di sottoporla a cesareo, in quello stesso giorno, anticipando il parto per evitare spiacevoli conseguenze al nascituro. La piccola è venuta al mondo prematura ma sana. Pesava solo 1 chilo e 316 grammi, quindi è stata trasferita in incubazione presso la terapia intensiva neonatale.

Il 26 luglio, una dottoressa ha comunicato ai genitori il sospetto che la piccola fosse stata colpita da un’infezione non ancora identificata dai medici. Solo quattro giorni dopo, il 30 luglio, è arrivata la conferma: la neonata era risultata positiva al Serratia marcescens, un batterio che si contrae principalmente nei ricoveri ospedalieri, oltre che durante il posizionamento di cateteri per via endovenosa, intraperitoneale e urinaria, nell’inserimento di strumentazioni mediche per agevolare la funzionalità respiratoria, durante trasfusioni e infusioni endovenose contaminate.

Si tratta di un batterio che non dovrebbe mai esserci in luoghi sterili, come le sale parto. Dal giorno della diagnosi in poi, le condizioni della piccola sono peggiorate sino al 10 agosto, giorno in cui è stata chiesta l’autorizzazione dei genitori per somministrarle un antibiotico che viene consigliato nei bambini dai 6 anni in su e che ha, tra gli effetti collaterali, l’arresto cardiaco. L’11 agosto la piccola è spirata per insufficienza cardiaca concausata dai farmaci.

Da allora i genitori, rimasti orfani della loro primogenita, chiedono giustizia. Dopo la presentazione di un esposto alla Procura di Catania, la stessa gli ha convocati, ieri, presso i suoi uffici. Qui sono stati interrogati e hanno depositato la documentazione clinica in loro possesso. Sarà compito degli inquirenti ricostruire quanto accaduto alla piccola.