Ma la lotta per il clima non si fa con la barca a vela di Greta. Trump non ci sta più e si ritira dall’Accordo di Parigi
Clima, il socialista Sanchez in difficoltà le pensa proprio tutte. Sarà Madrid a ospitare la conferenza delle Nazioni Unite sul clima Cop25 a dicembre. Lo ha annunciato il responsabile dell’Onu sul clima, Patricia Espinosa: “Siamo liete di annunciare che la Cop25 si terrà dal 2 al 13 dicembre a Madrid”. Dopo l’annuncio di rinuncia del presidente cileno Sebastian Pinera, la Spagna si era offerta di ospitare il vertice sul clima. E prosegue la farsa Greta Thunberg, l’attivista del clima eterodiretta. Il governo spagnolo è pronto ad aiutare Greta Thunberg ad arrivare a Madrid. “Cara Greta, sarebbe bello averti qui a Madrid – ha scritto su twitter la ministra spagnola per la Transizione ecologica, Teresa Ribera -. “Ci piacerebbe aiutarti ad attraversare l’Atlantico. Pronta a contattarti per renderlo possibile”. Era stata la stessa giovane attivista svedese a chiedere aiuto per tornare in Europa. “Ho viaggiato per mezzo mondo, ma nella direzione sbagliata. Adesso devo trovare un modo per riattraversare l’Atlantico a novembre”, aveva detto Greta. Greta è “contraria” a prendere l’aereo nella sua lotta contro le emissioni di Co2. A settembre era arrivata a New York in barca a vela per partecipare al summit dell’Onu ed era attesa anche a Santiago. E’ evidente che una cosa importante come il clima si riduce così a barzelletta mediatica.
Clima, gli Usa si ritirano da un accordo-farsa
Intanto gli Stati Uniti hanno avviato il processo formale di ritiro dall’Accordo sul clima di Parigi. Lo ha annunciato il segretario di Stato, Mike Pompeo. I motivi sono chiarissimi. “Non credo ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo e non credo all’opinione diffusa tra gli scienziati”. Lo ha detto Donald Trump che respinge le conclusioni del rapporto della sua stessa amministrazione in cui si lancia l’allarme clima. “Guardiamo alla nostra aria e alla nostra acqua, sono ora a un livello record di pulizia”, afferma il presidente americano. L’annuncio di Pompeo giunge nel primo giorno utile per gli Usa per avviare il processo di ritiro dall’accordo. Trump ha criticato l’Accordo di Parigi sin dalla campagna elettorale del 2016. Dopo l’insediamento alla Casa Bianca ha cancellato molte delle norme pseudo-ambientaliste imposte dall’Amministrazione Obama, poiché erano penalizzanti per le aziende Usa. L’effettivo ritiro dall’accordo, firmato nel 2015 da un largo consesso di Paesi, richiederà oltre un anno. Ed entrerà in vigore il giorno dopo le elezioni presidenziali del 2020.
La Francia guida la Ue contro gli Usa
La cooperazione tra Cina ed Europa nella lotta contro i cambiamenti climatici sarà “decisiva”, dopo il ritiro Usa. Lo ha sottolineato il presidente francese Emmanuel Macron, parlando a Shanghai. Fonti dell’Eliseo hanno annunciato che domani sarà firmata un’intesa con Parigi per rendere “irreversibile” il Trattato. “Se vogliamo rispettare l’accordo di Parigi, il prossimo anno dovremo rafforzare i nostri impegni per ridurre le emissioni” – ha detto Macron in Cina. Quanto al ritiro degli Stati Uniti, una fonte francese ha espresso “rammarico” per la decisione dell’amministrazione Trump. Anche l’Unione Europea si “rammarica” della decisione degli Usa di iniziare il processo di abbandono dell’accordo di Parigi sul clima, ma “il ritiro di un grande partner non cambia niente”. L’Ue “continuerà a lavorare con gli altri Paesi” che lo hanno sottoscritto. Lo dice la portavoce capo della Commissione Europea Mina Andreeva, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. “La porta resta aperta” e “speriamo che gli Usa ritornino un giorno” ad aderire all’accordo di Parigi, aggiunge la portavoce. Ma non tutti l apensano così. L’ufficializzazione del ritiro americano dall’accordo di Parigi sul clima rappresenta un colpo “grave” agli impegni nella lotta ai cambiamenti climatici. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La decisione dell’amministrazione Trump “danneggia l’accordo nel modo più grave possibile. Gli Stati Uniti sono fra i Paesi leader nelle emissioni di gas. “Senza la più grande economia del mondo – ha sottolineato Peskov – è anche difficile parlare di accordo sul clima”.
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