Soldati mort* in Bosnia, è successo durante i funerali

Ci sono giornate in cui un intero Paese si ferma, sospeso in un silenzio composto che pesa più di qualsiasi parola.

Oggi è una di quelle, e lo si percepisce già dalle prime ore del mattino, tra volti tesi, passi lenti e parole sussurrate a mezza voce.

Le istituzioni si ritrovano fianco a fianco, accomunate da un sentimento profondo che va oltre ogni appartenenza politica.

Le divise schierate, gli sguardi bassi, le mani giunte: ogni dettaglio racconta un momento che nessuno avrebbe voluto vivere.

Al centro di tutto ci sono quattro storie di servizio, interrotte all’improvviso lontano da casa.

Bandiera italiana a lutto

Per chi le ha conosciute da vicino, colleghi e amici compresi, il vuoto lasciato è difficile anche solo da descrivere.

Eppure, in queste ore così difficili, la vicinanza di tanti cittadini sembra offrire un piccolo conforto alle famiglie.

Tra le più alte cariche dello Stato c’è chi sceglie di non restare in disparte, compiendo un gesto semplice ma carico di significato.

Un istante intenso e silenzioso, che non è sfuggito ai tanti presenti e che in molti porteranno con sé a lungo.

Ma cosa è accaduto esattamente durante la cerimonia? E chi sono i protagonisti di questa giornata?

Interno di una chiesa durante una cerimonia

L’atmosfera nella chiesa è carica di emozione fin dai primi minuti, ancora prima che la funzione abbia inizio.

Nei primi banchi siedono i familiari, con gli occhi lucidi e il respiro trattenuto.

Intorno, numerosi militari in uniforme occupano le file della navata in un composto silenzio.

La commozione è forte e attraversa l’intera assemblea come un’onda silenziosa.

Poi l’arrivo delle autorità, che si avvicinano con discrezione a chi vive il dolore più grande.

Militari italiani in uniforme

Siamo a Roma, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dove si celebrano i funerali solenni dei quattro militari scomparsi il 29 ottobre nell’incidente di un elicottero in Bosnia, in missione con Eufor Althea.

Sono i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, entrambi del Corpo militare della Croce Rossa.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è fermato a parlare con i familiari, chinandosi verso di loro prima della cerimonia. La commozione era tanta, così come le lacrime che rigavano il volto dei cari dei militari che hanno perso la vita.

Anche la premier Giorgia Meloni si è avvicinata ai parenti, fermandosi con loro. Presenti anche i ministri Crosetto, Tajani e Piantedosi.

A officiare il rito è monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia. Le salme erano rientrate ieri a Ciampino con un volo militare.